Proteste
Il giudice si allinea con il questore
Confermata la revoca del permesso di soggiorno all’Imam di Capannori espulso
CAPANNORI. Il tribunale di Lucca ha confermato il provvedimento del questore che il 28 marzo scorso aveva disposto la revoca del permesso di soggiorno ad Abdel Mounime Haida, 33 anni, marocchino, autista di una lavanderia e residente da una decina d’anni nella Piana. Il giudice ha rigettato il ricorso - presentato dall’avvocato Andrea Callaioli del foro di Pisa - in favore del presunto «imam» ritenuto dagli inquirenti «una minaccia per la sicurezza dello Stato». A questo punto il destino dell’extracomunitario si deciderà ad ottobre davanti ai giudici del Tar del Lazio che dovranno confermare o respingere il provvedimento di espulsione dal territorio italiano voluto direttamente dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano. Il ricorso infatti è stato presentato dal legale di Haida contro il Ministero dell’Interno.
La vicenda. Per gli inquirenti l'autista - che frequentava il centro di preghiera di Capannori svolgendo le funzioni dell'imam - aveva assunto con i fedeli della moschea toni radicali e oltranzisti nei confronti dell'Europa. Il predicatore - stando alle informazioni in possesso del Viminale - definiva «miscredente» il mondo occidentale e sosteneva con forza la necessità per i musulmani di portare avanti la parola di Allah modifcando le abitudini e gli usi dei popoli occidentali. Il tutto con toni da tribuno in grado di creare proseliti. In buona sostanza per la polizia un pericoloso integralista che le sue prediche avrebbe potuto fare proseliti. Una versione che il legale di Haida contesta e che sosterrà di fronte al tribunale amministrativo competente (quello del Lazio) cercando di annullarae il provvedimento di espulsione che ha colpito l'imam. Non è da escludere che il giorno dell'udienza l'extracomunitario possa ottenere un visto d'ingresso per partecipare al processo (già iscritto a ruolo per il mese di giugno e rinviato ad ottobre) per difendersi con la documentazione legata alle prediche davanti ai fedeli.
I familiari. Al momento la sua famiglia - la moglie, 29 anni, originaria di Pisa, casalinga, quattro figli (l’ultimo è nato quando lui era in Marocco dopo essere stato espulso) convertitasi all'islam - resta nella casa di Camigliano in attesa di sviluppi. Anche se, nel caso di sentenza sfavorevole, appare sempre più probabile che la donna (che al momento dell’espulsione del marito non lavorava) e i figli seguano Mounime Haida in Marocco.
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