Sicurezza
Uil: «La vicenda Viglione è campanello d’allarme»
LUCCA. «Il caso Viglione è un campanello d’allarme: per non perdere servizi occorre un progetto comune e i sindaci del territorio devono fare la loro parte». La Uil Fpl, per bocca del segretario...
LUCCA. «Il caso Viglione è un campanello d’allarme: per non perdere servizi occorre un progetto comune e i sindaci del territorio devono fare la loro parte». La Uil Fpl, per bocca del segretario Pietro Cascione, interviene sul tema sanità in Valle del Serchio, partendo dal dibattito che ha investito il punto nascite di Barga dopo le dimissioni del dottor Vincenzo Viglione.
«Questo argomento – spiega il sindacato in una nota – non è arrivato al tavolo sindacale ma è stato gestita dall'Asl in toto. Dalle notizie che abbiamo, con le dimissioni volontarie del dottor Viglione l'azienda Asl ha il dovere di intervenire per dare piena continuità ad un servizio, in questo caso con la nomina di un nuovo responsabile. Questa vicenda ha creato un forte disorientamento tra il personale e tra i cittadini e francamente questo è l'ultimo stato d'animo che serve. È un campanello di allarme – proegue la Uil – di come certe fibrillazioni organizzative possono destabilizzare anche i servizi più organizzati. Da qualche mese a questa parte stiamo assistendo ad una netta accelerazione verso processi di razionalizzazione dei servizi sanitari a tutti i livelli. Di pari passo, a nostro avviso, è importante rispondere con altrettanta accelerazione di unità d'intenti su un progetto comune, creando un vero e proprio fronte comune da parte della conferenza dei sindaci e della sua articolazione zonale».
«Come organizzazione sindacale – prosegue la Uil – crediamo sia indispensabile che la politica e di conseguenza gli amministratori della Valle del Serchio e Garfagnana, all'interno della conferenza sviluppino unitariamente una programmazione dei servizi sanitari che riguardi tutta la zona. L'obiettivo è non perdere nessuno dei servizi oggi presenti in valle, ma per ottenere questo, non basta più dire di "no " o fare barricate. Serve invece costruire un progetto comune».
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