Il dolore
Beffate dal sito del ministero 65 insegnanti rischiano il posto
Pioggia di ricorsi da parte di docenti lucchesi escluse dalle graduatorie a esaurimento Il portale web ha smesso di funzionare, impedendo la necessaria registrazione online
LUCCA. Sono 65 le insegnanti precarie che attendono con ansia il pronunciamento del giudice del lavoro del tribunale di Lucca previsto per il 10 settembre dopo i ricorsi d'urgenza (in base all’articolo 700 codice di procedura civile) proposti contro il ministero della Pubblica Istruzione.
Si tratta di docenti della scuola primaria e della scuola dell'infanzia - residenti nella provincia di Lucca e in Versilia, ma anche in Campania, Sicilia e in altre regioni italiane - che, in possesso di diploma magistrale con abilitazione all'insegnamento conseguito prima dell'anno scolastico 2001-2002, stavano svolgendo nella nostra provincia supplenze brevi.
Sono tutte state escluse dalla graduatoria permanente ad esaurimento definitivo utilizzata per l'assunzione a tempo indeterminato del 50% di posti annualmente banditi dal Miur (Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca) ai sensi dell'articolo 399 del decreto legislativo 297 del 1994.
Articolo che prevede l'accesso ai ruoli del personale docente della materna, elementare e secondaria - compresi i licei artistici e gli istituti d'arte - per il 50% dei posti annualmente assegnabili mediante concorsi per titoli ed esami e per il restante 50% attingendole alle graduatorie permanenti.
I motivi del ricorso. Attualmente le insegnanti in questione hanno usufruito della sospensiva e sono state inserite nelle graduatorie di circolo e di istituto utilizzabili solo per il conferimento delle supplenze brevi e non per l'assunzione a tempo indeterminato. Ma le ricorrenti chiedono l'aggiornamento della graduatoria perché l'errore è stato commesso dal Miur.
La piattaforma web “Istanze on line”, infatti, a un certo punto non avrebbe più consentito la registrazione nel sistema telematico impedendo alle aventi diritto di accedere alla rete e inserire i propri dati. Oltretutto il Consiglio di Stato con sentenza 1973/2015 ha imposto al Miur di consentire l'acquisizione delle domande dei diplomati magistrali nella terza fascia delle graduatorie permanenti ad esaurimento. In sostanza deve essere concesso l'accesso al sistema informatico anche a quelle insegnanti che, non essendo riuscite ad entrare in rete per problemi non dipesi dalla loro volontà, hanno presentato la domanda di esaurimento in forma cartacea.
La decisione. Ma non tutte le 65 insegnanti hanno presentato ricorso per l'identica problematica. Perché il giudice del lavoro di Lucca, Anna Martelli, dovrà sciogliere la riserva anche sull'inserimento in graduatoria ad esaurimento di due particolari categorie di insegnanti: gli Itp (insegnanti tecnici pratici, docenti di scuole secondarie superiori con competenze teorico-pratiche ai quali è affidata la responsabilità delle attività didattiche che si svolgono nei laboratori) e i docenti di spagnolo che per una serie di cause e per le varie normative succedutesi si vengono a trovare in una situazione particolare
. Se per queste tipologie di insegnanti le motivazioni giuridiche sono un po’ deboli invece l'impressione è che i diplomati e le diplomate magistrali abbiamo ottime possibilità di vedere accolte le proprie istanze. Il motivo? Il Ministero si è difeso di fronte al giudice del lavoro, chiedendo il rigetto del ricorso, puntando su un difetto di giurisdizione.
I legali delle insegnanti avrebbero dovuto - secondo quanto sostenuto dagli uffici romani - indirizzare le loro lagnanze e aprire un contenzioso non al giudice del lavoro, ma a quello amministrativo (nel caso di specie il Tar del Lazio) in quanto i criteri di formazione delle graduatorie che le docenti ritengono illegittimi sono del Miur e quindi eventuali sentenze debbono essere prese dai giudici amministrativi.
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