La manifestazione
Sostegno, arriveranno 224 cattedre in più
Cambio di marcia rispetto al passato: ci si avvicina a rispettare il rapporto di uno a uno con i ragazzi
LUCCA. Duecentoventiquattro posti di sostegno in deroga. Oltre a quelli già assegnati con l'immissione in ruolo e con la distribuzione delle cattedre in tutta Italia per i posti vacanti, dall'ufficio scolastico regionale è arrivata fresca la notizia che quest'anno le cattedre in deroga per la provincia di Lucca saranno tante. Tante, cioè, più di duecento: un numero considerevole, se si pensa che negli anni passati si parlava di poche unità e che come sempre si presentava il problema della didattica per i ragazzi disabili, soprattutto per quelli con disabilità grave, per i quali, secondo la legge, deve essere rispettato il rapporto uno a uno.
Un insegnante per ogni ragazzo certificato. Un principio che non viene quasi mai garantito e che neppure quest'anno sarà attuato nella sua totalità, anche se la politica generale portata avanti dall'Ufficio scolastico regionale sembra andare in questa direzione. Nel complesso in Toscana sono 1392 le cattedre in deroga per il sostegno, al primo posto c'è Pisa, con quasi 246 posti, seguita da Lucca, con 224. Poi Livorno, 205, Arezzo con 189, Pistoia con 163, Massa, 103, Grosseto, 91, Firenze, 90, Prato 45 e infine Siena con 35 cattedre. Un riconoscimento importante anche per le battaglie che sono state portate avanti dai genitori dei ragazzi disabili, che periodicamente hanno lamentato le poche ore a disposizione per i propri figli, molto spesso parcheggiati in aula senza docenti e attività. «I posti in deroga sono stati riconosciuti per tutti gli ordini di scuola – spiega Antonio Mercuri, segretario della Flc Cgil di Lucca – Da una parte sono in aumento le diagnosi per cui si richiede il rapporto di un insegnante per un ragazzo disabile, dall'altra è sicuramente servita la battaglia delle famiglie che attraverso i ricorsi in tribunale hanno fatto sentire la propria voce. Da questi numeri è infatti evidente che la volontà sia quella di riconoscere più ore possibili, cercando di avvicinarsi al rapporto 1 a 1». I ricorsi di mamme e papà per vedersi assegnare le ore che spettavano ai propri figli sono partiti da diversi anni in tutta Italia, compreso a Lucca, dove chi si è mosso per le vie legali ha avuto ragione. Una battaglia, è giusto dirlo, che aveva visto impegnato in prima persona un maestro lucchese, Fabio Lucchesi, che oggi non c'è più. E chi sa se da qualche parte nel mondo, a leggere questi numeri, non abbia dispensato uno dei suoi sorrisi. (n.d.)
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