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Lucca

Prima campanella con i soliti problemi per il personale Ata

Prima campanella con i soliti problemi per il personale Ata

L’allarme del sindacato: problemi per gestire gli istituti e per l’accompagnamento dei ragazzi disabili

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LUCCA. Solo due giorni prima dell'inizio della scuola si conosceranno i nomi dei 159 professori che arriveranno a Lucca per coprire i posti vacanti. Tante, infatti, sono le cattedre rimaste scoperte dall'assegnazione delle sedi ai neo assunti in ruolo, fase che si è conclusa la scorsa settimana. Nella notte tra il primo e il due settembre dunque 159 docenti in tutta Italia hanno ricevuto un'email contenente il nome della scuola e della città a loro destinata.

«Non sappiamo chi siano queste persone - spiega Antonio Mercuri della Flc Cgil -. Perché hanno tempo fino all'11 settembre per decidere se accettare o meno l'incarico. Solo a quel punto conosceremo i loro volti. Qualora non accettassero, e uno dei motivi per cui potrebbero rifiutare è che hanno già ottenuto il posto nella città in cui vivono, spetterà alle scuole pescare dalle graduatorie di terza fascia e chiamare i precari per un contratto fino al 30 giugno».

Dunque, fino all'inizio del nuovo anno scolastico non ci sarà certezza di quello che succederà e in quali tempi. Ciò che invece si sa è che dei 159 posti rimasti scoperti, 102 sono per il sostegno, di cui 17 all'infanzia, 40 alle primarie e 45 alle medie. I restanti 57, invece, riguardano le classi comuni (italiano, matematica, spagnolo ecc) e saranno ripartiti tra medie (21 posti) e superiori (36 posti). Dopodiché la “palla” passerà alle singole scuole: i dirigenti hanno tempo fino alla fine di ottobre per compilare l'organico di potenziamento, da formulare su base triennale fino a un massimo di sei docenti per istituto.

«Ma il vero problema quest'anno è rappresentato dal personale Ata (collaboratori scolastici, addetti di segreteria e di laboratorio) - continuano dal sindacato -. Per loro non è prevista l'immissione in ruolo e l'organico esistente non è sufficiente per coprire le scuole». Di fronte a un aumento di studenti e di docenti si assiste invece a una diminuzione di personale Ata: mancherà il servizio di vigilanza, si porrà un problema per la gestione degli istituti, l'accompagnamento in classe dei ragazzi disabili e di persone per svolgere le pratiche di segreteria e di laboratorio. «La riforma della buona scuola, poi, non aveva previsto neppure l'assegnazione degli incarichi annuali, come avveniva gli scorsi anni. Inizialmente dovevano essere direttamente le scuole a cercare nelle graduatorie. Idea che poi è stata cambiata, ora infatti è uscita la graduatoria e arriveranno le nomine dall'ufficio scolastico provinciale. Nei giorni scorsi ci hanno riferito un dato di 20 posti in più per il personale Ata da spalmare su tutta la provincia. La cifra va confermata e se così fosse non risolverebbe comunque i problemi».

Nadia Davini

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