Il Tirreno

Lucca

Fermi, un solo preside per 2.500 studenti

di Nadia Davini e Luca Cinotti
Fermi, un solo preside per 2.500 studenti

Il nuovo dirigente si dovrà “dividere” con il Sismondi-Pacinotti di Pescia in un anno che per l’istituto di San Filippo si annuncia pieno di novità

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LUCCA. Formalmente è un preside, anzi un “dirigente scolastico”. Ma di fatto avrà un compito paragonabile a quello di un sindaco di un piccolo paese di oltre 2.500 persone. Questi, infatti, sono i numeri che si troverà - anzi: si è già trovato - davanti Massimo Fontanelli, 62enne nuovo preside dell’Isi Fermi-Giorgi, la più grande scuola superiore della provincia. Il punto è che Fontanelli, in contemporanea, rimarrà a capo anche di un altro istituto, il Sismondi-Pacinotti di Pescia. I conti sono presto fatti: 1.400 gli studenti del Fermi-Giorgi, 1.100 quelli della scuola pesciatina. In totale, dunque, si arriva ai famosi 2.500.

Un compito forse da Superman, certo da stakanovista per Fontanelli, che ha già lavorato in provincia di Lucca, ricoprendo il ruolo di preside all'Itcg Campedelli di Castelnuovo e di reggente all'Ipsia Giorgi. Il Fermi-Giorgi è una scuola in grande espansione e questo 2015-2016 sarà un anno pieno di novità: da settembre partirà con la sperimentazione per il liceo sportivo. Dovrà poi far fronte ai progetti di alternanza scuola-lavoro per un totale di 400 ore e attuare tutti i cambiamenti previsti dalla riforma sulla “buona scuola”.

«Sto prendendo visione di tutto quello che c'è da fare - dice Fontanelli -. Sia per quanto riguarda l'offerta formativa, i progetti in essere e quelli da avviare, sia per i lavori relativi all'edilizia scolastica. Intanto però ci stiamo concentrando sul liceo sportivo, che comincerà quest'anno e dobbiamo organizzarlo al meglio. Dopodiché ci dedicheremo all'alternanza scuola-lavoro che andrà sviluppata nei tre anni: si tratta di 400 ore da gestire nel dettaglio, anche se per ora verrà attivato solo al terzo anno. È un percorso formativo che già offriamo come scuola, ma che ora va strutturato in ogni passaggio».

Questo è quanto riguarda direttamente il percorso dell’istituto diviso fra San Filippo e il centro storico. C’è poi tutta la complessa partita che consiste nel dare il via alle novità previste dalla riforma Renzi sulla scuola, a partire dal piano formativo triennale e dall'organico di potenziamento, quello che porterà a nuove immissioni in ruolo. E i tempi sono stretti, soprattutto per un dirigente nominato da poco e che deve prendere le misure a una realtà complessa: «In settimana - spiega Fontanelli - avrò una riunione con i docenti per illustrare i prossimi passaggi da compiere per arrivare alla fine di ottobre con il materiale pronto». A complicare ancora di più la situazione, il fatto che l’entrata nelle sue nuove funzioni del preside è avvenuta nel mezzo degli scrutini per quelli che un tempo erano noti come “esami di riparazione”.

La nomina come reggente di Fontanelli è stata effettuata dall’ufficio scolastico regionale e nasce dalla necessità di dare una guida al Fermi-Giorgi, dopo che la preside Donatella Buonriposi, in primavera, è stata scelta come nuovo provveditore. L’anno scolastico è stato portato a termine da Carlo Popaiz, preside a Castelnuovo, con una sorta di “interim”. Poi si è posto il problema di nominare un nuovo dirigente, considerando comunque che l’incarico rimane formalmente alla professoressa Buonriposi. Alla fine si è scelta questa reggenza, a cavallo fra due grosse scuole e, per di più, fra due province. Una decisione che, da qualunque lato la si guardi, lascia più di un dubbio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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