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Ex Fornace: all’orizzonte nessun acquirente

Ex Fornace: all’orizzonte nessun acquirente

L’area aspetta da anni un recupero, nel dimenticatoio un progetto del 2010 per un uso residenziale

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PORCARI. Sono tanti i siti dismessi da recuperare sul territorio di Porcari, ma per i quali al momento non si vedono sviluppi all'orizzonte. La crisi batte forte ed è difficile trovare investitori, nonostante il Comune intenda favorire queste operazioni di recupero nel nuovo regolamento urbanistico che sarà approvato entro la fine del 2016 e la decisione di ridurre gli oneri di urbanizzazione del 40% per il recupero di volumetrie già esistenti senza intaccare ancora il suolo del territorio.

Tra questi siti il più grande ed importante è quello della ex Fornace, costruita negli anni Cinquanta e che nel momento di massima espansione forniva laterizi per gran parte della Toscana settentrionale. «Dalle nostre informazioni non ci sono state manifestazioni di interesse dopo la decisione di mettere in vendita la struttura – dice il vicesindaco con delega all'urbanistica e all'ambiente Leonardo Fornaciari – siamo fermi ad alcuni progetti presentati all'ente, come quello molto interessante del 2010. Ma al momento non ci sono offerte». La società proprietaria (di Pistoia) ha deciso di raccogliere le manifestazioni di interesse con una cifra di partenza di oltre 1,8 milioni di euro.

Un sito di grandi dimensioni. La Fornace e il suo lago, infatti, si estendono per una superficie di 2.348 metri quadrati e 17 mila metri cubi. Nelle intenzioni dell’amministrazione e del suo piano regolatore avrebbe dovuto diventare un centro residenziale e commerciale. La realtà però è ben diversa, con il rischio di restare un sito di archeologia industriale. Certo, le potenzialità sarebbero enormi, anche sotto l'aspetto della viabilità, con due accessi, una da via Martellacci in pianura, che sarebbe destinato a a centro direzionale-commerciale e l'altro da via Forabosco, la parte più collinare e panoramica, dove sono previsti insediamenti ad uso residenziale. Il progetto presentato da privati risale al 2010. «Prevedeva anche un pontile in sospeso e palafitte per raggiungere il centro del lago, e un percorso verde per valorizzare tutta l'area in un'ottica turistico-ricettivo». La scheda urbanistica però pone alcune prescrizioni: «La tutela e le salvaguardia del lago è inderogabile – dice Fornaciari – la proprietà del sito è privata, ma chiederemo di mantenere una fruibilità pubblico, perché il lago è un bene della comunità».

Ma non c'è solo la Fornace. «Anche l'ex piscina Masada e l'immobile dell'ex oleificio Toschi sono siti da recuperare e rilanciare». Nessuna novità però anche per l'ex Masada, dopo che la Regione nel 2011 ha bocciato il piano attuativo di recupero della ex piscina che prevedeva la realizzazione di 15 villette in una zona collinare di pregio, un parco publico con panchine e giochi. (n.n.)

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