Il dolore
Casa del Boia, ipotesi danno erariale
Giorgi (M5S) si rivolgerà alla Corte dei Conti. La commissione di vigilanza scrive al sindaco
LUCCA. Sarà Lucense, società consortile controllata da Lucca Holding che opera in ricerca industriale, sviluppo sperimentale, trasferimento tecnologico e divulgazione ad affiancare il Comune nella presentazione dei vari step della procedura negoziata per l’affidamento in concessione dell’ex Casa del Boia e la realizzazione del progetto che la riguarda, ovvero l’allestimento al suo interno di un museo multimediale sulla Francigena e nel baluardo San Salvatore (ex canile) di una foresteria. È quanto riporta uno degli ultimi due atti amministrativi (la determina 1236 del 9 luglio pubblicata il 4 settembre) prodotti sullo sviluppo dei procedimenti relativi alla Casa del Boia. La scelta su Lucense è caduta dopo un’indagine fra tre aziende - Clip specializzata in comunicazione e Anteprima, specializzata in pubblicità -: l’offerta di Lucense è risultata la più bassa (37mila euro, mentre le altre due erano di 38 e 39mila).
Ma per Laura Giorgi, consigliere di M5S e presidente della commissione consiliare controllo e garanzia, il Comune è di nuovo caduto in fallo. «Per così come l’affidamento dell’incarico è riportato nella determina - spiega - si configura il reato di danno erariale, perché parte dei compiti previsti per la società assegnataria sono già stati eseguiti, come la presentazione del progetto e la visita a Casa del Boia e casermetta San Salvatore. La Corte dei Conti ne sarà informata».
Dopo l’ultima commissione sulle presunte irregolarità di alcune procedure relative alla ex Casa del Boia (al centro di un bando andato deserto per il suo affidamento, della successiva procedura negoziata annullata per fuga di notizie fino a quella nuova a cui hanno partecipato cinque soggetti) la commissione controllo e garanzia ha deciso di scrivere una lettera al sindaco Alessandro Tambellini e al segretario comunale Sabina Pezzini. «Se è stato prodotto un atto amministrativo per annullare una procedura per fuga di notizie - spiega Giorgi - allora l’amministrazione deve fare azioni contro chi ritiene responsabile. Inoltre, il fatto di avere omesso nella determina dell’ultima procedura negoziata di indicare il capitolato e il disciplinare originale del bando ha causato incertezza e indeterminatezza sulla procedura, inducendo forse qualcuno che voleva partecipare a non farlo. Come singolo consigliere per tutta questa vicenda mi rivolgerò inoltre all’Autorità di vigilanza».
Nell’altro atto (determina 1494 del 3 settembre) sono ribaditi i termini della concessione e viene rinominato il responsabile del procedimento: è riconfermato Giovanni Marchi, già responsabile sia del bando andato deserto che della procedura annullata.
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