Il Tirreno

Lucca

Lazzareschi compra gli ex magazzini

di Luigi Spinosi
Lazzareschi compra gli ex magazzini

È il patron della Sofidel l’imprenditore che ha acquistato all’asta il complesso di via Filzi. Le ipotesi sul suo destino

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LUCCA. L'acquirente si conosce, ora resta da capire cosa diventeranno. Stiamo parlando degli ex magazzini della Manifattura tabacchi di via Filzi, l'enorme complesso appena fuori dalle mura di Lucca, venduto all’asta lo scorso luglio dopo che tre precedenti incanti non avevano portato a nulla. Ad acquistarli è stato Luigi Lazzereschi. Attraverso una sua società ha rilevato i magazzini di via Filzi, chiudendo così una vicenda che si trascinava da anni, tra piani di recupero bocciati, progetti più o meno aleatori e, appunto, tentativi di vendita all’asta andati falliti.

Era il 2007 quando la società Alfieri, proprietaria dell’immobile, presentò un piano di recupero del complesso, prevedendone una destinazione quasi interamente residenziale. Un progetto finito prima al centro delle cronache (vedi riquadro) e poi nel cestino quando, nel 2012, fu approvata una variante di salvaguardia che lo fece decadere. Con il fallimento della società Alfieri dell’imprenditore pratese Riccardo Fusi il complesso è finito all’asta, ma dal novembre del 2013, fino al luglio scorso, ogni tentativo di aggiudicazione è finito deserto. A bloccare eventuali acquirenti era soprattutto la difficoltà a dare risposta a un quesito: cosa fare di quell’area per rendere l’acquisto vantaggioso? L’ipotesi che viene subito alla mente è quasi scontata: farne appartamenti. Risposta tanto facile quanto sbagliata. Non perché il mercato immobiliare in questi anni ha vissuto un momento a dir poco critico, ma perché di appartamenti non se ne potevano (e non se ne possono) costruire. E questo nonostante il regolamento urbanistico contempli tra i possibili cambi di destinazione d’uso per gli ex magazzini anche quello a scopo abitativo. Peccato però che gli stessi strumenti urbanistici prevedano anche un limite volumetrico di edilizia abitativa – per tutto il territorio comunale – oltre il quale non si può andare. E quel limite è stato raggiunto. In una frase: non si possono più costruire edifici a destinazione abitativa. Certo, le cose potranno cambiare in futuro, ma non sarà certo un futuro prossimo.

Insomma questa difficoltà a trovare un utilizzo per l’immobile (che, viste le condizioni, dovrà essere abbattuto per poi recuperarne le volumetrie) ha fatto sì che restasse a lungo invenduto, fino all’acquisto di luglio, alla cifra di 1.320.000 euro (assai meno dei 2.700.000 euro della prima asta).

E la stessa domanda (che cosa ne sarà dell’immobile?) ora l’avremmo voluta girare a Lazzareschi, che abbiamo cercato senza successo di raggiungere tra i suoi mille impegni che lo portano da una parte all’altra del mondo. In un primo momento, tra le voci che circolavano in città, quella di uno spostamento della parte direzionale del Gruppo Sofidel, guidato appunto da Lazzareschi, da Porcari agli ex magazzini. Ma questa voce ha perso consistenza. L’acquisto, infatti, sarebbe stato fatto a titolo personale dall’imprenditore, senza alcun collegamento con la Sofidel. A questo punto, ma siamo nel campo delle teorie, l’ipotesi che pare più probabile è quella di una destinazione commerciale e, in parte minore, direzionale. Negozi e uffici insomma. In ogni caso, qualsiasi sarà il destino degli ex magazzini, si tratterà inevitabilmente di un miglioramento, viste le condizioni attuali.

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