Attenzione
L’eccidio del 1944 e la visita di Craxi
Durante la Seconda guerra mondiale i frati della Certosa di Farneta furono protagonisti di un episodio tragico e al contempo degno di nota. Nel settembre del 1944 dodici monaci della Certosa vennero...
Durante la Seconda guerra mondiale i frati della Certosa di Farneta furono protagonisti di un episodio tragico e al contempo degno di nota. Nel settembre del 1944 dodici monaci della Certosa vennero fucilati dai tedeschi perché nascondevano nel monastero un centinaio di persone tra ebrei, partigiani ed antifascisti in genere. Insieme a loro ne furono uccisi altri trentadue, scelti tra quelli che avevano nascosto. A ricostruire l’intera vicenda in un libro che si intitola “La strage di Farneta. Storia sconosciuta dei dodici Certosini fucilati dai tedeschi nel 1944” è stato il vaticano Luigi Accattoli. Per questo episodio la comunità conventuale ha ottenuto una medaglia d’oro al merito civile.
La Certosa come detto non è visitabile: fra i pochi a cui vennero aperte le porte vi fu però Bettino Craxi, che nel 1985, quando era presidente del consiglio, visitò il complesso per ricordare il gesto dei Certosini e di don Antonio Costa. Fra i tanti eccidi perpetrati dai nazisti quello di Farneta è forse il meno celebrato. Problemi che risalgono alla Guerra fredda. Ad esempio la sinistra fece e disfece fino a che a don Gabriele Costa non venne concessa la medaglia d’oro al valore militare come partigiano combattente. La Chiesa continuò a distinguere e a ricordare che il rifugio ai perseguitati fu un «atto di carità» e non di «resistenza al nemico».
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