Il Tirreno

Lucca

A Piteglio l’organico prodotto a Capannori

A Piteglio l’organico prodotto a Capannori

La soluzione in attesa di risolvere il problema di un impianto di compostaggio sul proprio territorio

3 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI. Utilizzare un impianto di compostaggio già esistente, quello situato nel comune pistoiese di Piteglio, al confine con Bagni di Lucca, per trattare i rifiuti organici prodotti dalla Piana di Lucca. Un'ipotesi che Luca Menesini, sindaco di Capannori, socio di maggioranza di Ascit, intende valutare alla luce della decisione della Cosea (il soggetto pubblico che controlla il 51% della società di gestione) di mettere in vendita le proprie quote.

Ad annunciare la notizia è il primo cittadino capannorese: «Un'opportunità da valutare perché sarebbe un impianto di compostaggio già pronto e funzionante – dice Menesini – localizzato in un sito praticamente al confine col territorio lucchese e che ha tra i suoi clienti società lucchesi di gestione e smaltimento dei rifiuti come Ascit e Sistema Ambiente, e tra i soci anche altri Comuni».

Un impianto che consentire ai Comuni soci di Ascit di chiudere il ciclo dei rifiuti e quindi creare i presupposti per un abbattimento delle tariffe dell'immondizia per i cittadini e le aziende. Un impianto di compostaggio per ora rimasto sulla carta a Capannori, dove non è stato ancora realizzato dopo una vicenda lunga e complessa, di cui si dibatte da almeno vent'anni, fra aspre polemiche, scontri politici e cambiamenti di localizzazione della struttura.

«Si tratta di un'opportunità sulla quale invito a fare una riflessione – continua il sindaco – dal momento che il socio pubblico della società intende mettere in vendita il 51% delle quote. Entro il 15 settembre scade il termine per esprimere una manifestazione di interesse per quanto riguarda l'accesso alla documentazione, e questo sarà il primo passo, seguito da un confronto sulla valutazione tecnica e politica e sulla fattibilità e la convenienza economica di questa operazione da nell'interesse dei cittadini. Entro fine ottobre, se avremo deciso di andare avanti, si dovrà procedere con l'offerta di acquisto. Sotto l'aspetto della viabilità non ci sarebbero controindicazioni, visto che l'impianto sarebbe facile da raggiungere passando dal Brennero».

Su un passaggio il sindaco di Capannori è perentorio, la scelta dovrà passare dalle forze di maggioranza e dal consiglio comunale: «Una valutazione che sarà condivisa con il consiglio, la sede naturale per discutere di operazione di questa rilevanza. Una decisione che coinvolge anche gli altri comuni soci di Ascit e che dovrà essere concertata anche con la Regione, nuovo ente regolatore per gli impianti di compostaggio».

Per Menesini questa opzione non sarebbe un'alternativa alla realizzazione di un impianto di compostaggio a Capannori che resta una priorità dell'amministrazione per chiudere il ciclo dei rifiuti, l'unico punto debole del “modello Capannori” che ha fatto scuola in Italia e all'estero: «Capannori e la Piana hanno tra le più alte percentuali di raccolta differenziata, si è innescato un meccanismo virtuoso. L'impianto di compostaggio è inserito nel piano dei rifiuti provinciale, una riflessione che però potremmo fare solo dal 2018».

L'impianto di compostaggio di Piteglio serve al trattamento della frazione di umido proveniente della raccolta differenziata, oltre che verde e sfalci, con l'obiettivo di produrre compost di qualità da utilizzare come concime e fertilizzante in agricoltura e nel florovivaismo.  Costato 5 milioni di euro, l'impianto è stato realizzato nel 2010 da Sistemi Biologici, società pubblico-privata, il 51% di proprietà pubblica tramite i Comuni soci di Cosea, che ha sede operativa a Piteglio e amministrativa a Castel di Casio a Bologna.

Nicola Nucci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web