Il Tirreno

Lucca

Tentato omicidio, preso l’accoltellatore

di Luca Tronchetti
Tentato omicidio, preso l’accoltellatore

Catturato dalla polizia l’extracomunitario che lunedì sera ferì alla gola un connazionale vicino a porta San Pietro

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LUCCA. Una persona violenta e pericolosa. Con precedenti di polizia per spaccio, rapina impropria, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. È l’identikit di Ouadi Aboufaris, 30 anni, originario del Marocco, ma che vive in Lucchesia ormai da anni e, attualmente, lavora alla cooperativa Poseidon a Viareggio. Si tratta dell’immigrato che alle 21,32 di lunedì sera avrebbe procurato una profonda lesione alla gola, a pochi millimetri dalla carotide, a un amico e connazionale: Bela Oufia, 26 anni. Uno squarcio causato dai vetri aguzzi di una bottiglia di whisky spezzata. Una volta commesso il misfatto, per futili motivi, il nordafricano si sarebbe dato alla fuga senza soccorrere il conoscente salvato invece grazie al tempestivo intervento della polizia.

Tentato omicidio. Nei confronti di Aboufaris il sostituto procuratore Salvatore Giannino aveva chiesto un fermo del pubblico ministero con l’accusa di tentato omicidio. Perché la violenta aggressione rischiava di compromettere organi vitali e la ferita - suturata con una quarantina di punti - solo per una fortunata coincidenza e una questione di millimetri non h a provocato la morte di Bela Oufia. È lui, vittima e testimone, che una volta ripresosi ha raccontato agli agenti della volante guidati dal commissario Leonardo Leone chi lo aveva aggredito e conciato in quel modo per una sigaretta. Il fumo fa male e in questo caso avrebbe potuto uccidere.

Arresto e interrogatorio. Nemmeno 72 ore dopo i fatti e la polizia è riuscita ad acciuffare il malvivente. Che stamani alle 10 verrà interrogato per la convalida nel carcere di San Giorgio dal giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci alla presenza del legale di fiducia dell’indagato, avvocato Veronica Nelli.

Aboufaris - in esecuzione del fermo predisposto dal pm - è stato arrestato ieri mattina poco dopo le 8,30 dalla Mobile. Il suo telefono era sotto controllo e gli agenti lo hanno monitorato sin da martedì mattina con appostamenti e controlli nei luoghi frequentati dai familiari e in particolare alla Cappella in via per Camaiore. Una notte in stazione. L’immigrato nel timore di essere ricercato, immediatamente dopo l'aggressione, ha spento il telefonino e ha raggiunto la stazione ferroviaria, per salire sul primo treno utile ad allontanarlo da Lucca. Giunto a Piazza al Serchio, ultima fermata del treno, l’autore dell’aggressione ha passato la notte su una panchina della stazione per essere svegliato la mattina dopo dal titolare di un bar della zona. Durante la sua fuga il marocchino ha perduto la carta di identità che è stata rinvenuta da un cittadino e consegnata subito alla polizia. Aboufaris è stato intercettato da una pattuglia proprio sulla via per Camaiore e portato in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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