Sicurezza
Le Belle Arti dicono «no» a qualsiasi cambiamento
Il soprintendente esclude sia di rimuovere il monumento che i mega concerti sulle Mura. «Spazi per un pubblico più numeroso al Summer? Ci sono, fuori città»
LUCCA. È un «no» su tutta la linea la risposta del soprintendente Luigi Ficacci alla proposta del direttore artistico del Summer Festival Mimmo D’Alessandro di intervenire sulla statua di Maria Luisa di Borbone in piazza Napoleone - spostandola temporaneamente in occasione dei concerti o facendola temporaneamente scomparire grazie a un basamento realizzato con un maxi pilomat - per aumentare la capienza di spettatori dell’area.
E non è un «no» solo. Il soprintendente, lo dice chiaro e tondo, non vede soluzioni possibili in grado di soddisfare le intenzioni del direttore artistico della manifestazione che porta a Lucca decine di migliaia di spettatori e che fa girare l’economia della città. Spazi aggiuntivi e più ampi per ospitare un pubblico più numeroso di quello di piazza Napoleone (con una capienza che per l’edizione 2015 è stata elevata con il nullaosta della commissione di vigilanza a dodicimila persone in occasione del concerto di Robbie Williams) «sono possibili - dice il soprintendente - solo fuori città». E nemmeno, sottolinea, è pensabile che possano andare in porto disegni di organizzare grandi concerti sulle Mura, come il direttore artistico del Summer ha avanzato, magari in occasione del ventennale della manifestazione, che cadrà nel 2017. «Concerti sulle Mura? Non saprei proprio come immaginarli, visto che il monumento ha un’estensione longitudinale», dice secco il soprintendente.
A onor del vero, Ficacci sottolinea di non avere ad oggi ricevuto «alcun progetto o proposta verbale da parte dei diretti interessati» di progetti di rimuovere la statua di Maria Luisa di Borbone. «La mia conoscenza di questo progetto - sottolinea - è solo indiretta».
Ma se questa proposta le venisse ufficialmente rivolta? «Se mi venisse presentata un’ipotesi del genere, in termini assoluti la mia risposta sarebbe negativa - dice senza giri di parole il responsabile delle Belle Arti -. Riproporrei la stessa risposta anche davanti a un’ipotesi ingegneristica di rimozione a scomparsa. Vorrei sottolineare - aggiunge - che questa non è una prescrizione, è una risposta data a chi ti fa una domanda con un microfono in mano.
Una risposta comunque senza se e senza ma. «Una risposta senza possibilità di cambiamento - continua il soprintendente -. Spostare la statua di Maria Luisa di Borbone nell’unica piazza al mondo intitolata a Napoleone Bonaparte è un’ipotesi impossibile. E quindi di fronte alla proposta dico “no”. Ma penso anche che un’ipotesi del genere non sia nemmeno proponibile».
Il motivo di questa posizione drastica è presto spiegato. «Il Lucca Summer Festival - spiega il soprintendente Ficacci - è una rassegna di rilevanza internazionale, ha una programmazione di artisti internazionali di alto livello. Il Summer festival è una manifestazione che fa bene alla notorietà di Lucca e arricchisce la sua capacità di offerta culturale. Questa manifestazione di grande musica pop che si svolge dentro una città antica - prosegue - è un’eccezionalità, di cui io sono felice perché viene organizzata in modo compatibile con l’antichità. Ma rimuovere la statua non è compatibile con questo contesto».
C’è un altro aspetto che il soprintendente tiene a far emergere, con garbo ma estrema determinazione: riguarda il «provincialismo» come lo definisce egli stesso di una proposta come quella di spostare una statua.
«Il Lucca Summer Festival è una manifestazione internazionale - ribadisce -. Invece una proposta simile è da villaggio, non da metropoli, non da città di caratura internazionale come Lucca. Proprio perché voglio che la manifestazione sia internazionale così come la città la mia risposta è no».
Considerazioni che vengono espresse partendo da dichiarazioni e proposte non rivolte personalmente alla Soprintendenza. Il giorno in cui le idee del direttore artistico del Summer Mimmo D’Alessandro si trasformeranno in un progetto scritto, il responsabile delle Belle Arti Ficacci promette che «lo esaminerò e dirò la mia. Ritengo che una manifestazione che propone di rimuovere una statua non sia attendibile perché scredita la legittimità della manifestazione stessa. Sarebbe come se a Roma proponessero di affossare l’obelisco in piazza del Popolo oppure se a Parigi volessero interrare la colonna in Place de la Concorde, considerando oltretutto che in quest’ultimo luogo nessuno organizzerebbe un evento per una questione di rispetto. Solo un paese senza storia può pensare di rimuovere un’opera di valore storico e artistico per aumentare la capienza di pubblico per una manifestazione».
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