Il dolore
«Il Lucca Comics non è a misura di invalidi»
La denuncia di una fan che in passato ha usufruito dei benefit per i portatori di handicap ma quest’anno le sono negati
LUCCA. Anna e Sara sono accomunate dallo stesso sogno ma la vita le ha messe anche davanti alla stessa sfida. Anna, giovane ragazza americana in sedia a rotelle, vuole a tutti i costi visitare il Lucca Comics. È lei la protagonista del romanzo “La principessa degli elfi” di Herbie Brennan, un libro che sfida le barriere architettoniche e il pregiudizio trasformando il festival dedicato al fumetto in un mondo incantato, dove i limiti fisici non esistono e nel quale Anna può muoversi, finalmente, senza difficoltà.
Anche Sara (nella foto in basso insieme a uno dei suoi miti del fumetto, Akemi Takada) vorrebbe essere Anna, le piacerebbe poter partecipare al Lucca Comics senza sentire il peso di quella stampella alla quale è costretta ad aggrapparsi quando i dolori si fanno troppo forti. Ma Sara non è un personaggio di fantasia e la sua invalidità purtroppo, non si supera grazie a un vampiro o a un bellissimo guerriero.
Sara Pecoraro ha 36 anni e da vent’anni la sua sfida è quella di vivere superando le difficoltà che comporta avere malattia autoimmune degenerativa. Non vive in America ma a Palermo ed è una delle tante appassionate di fumetti che ogni anno, per quattro giorni, partecipa al Lucca Comics. «Ho sempre preso parte alla manifestazione - racconta Sara - senza particolari difficoltà. Nonostante non fossi in sedia a rotelle, presentavo il mio pass disabili con nome, cognome e foto al punto accredito e mi hanno sempre fatta entrare senza pagare il biglietto, senza fare la fila e potendo usufruire di un bagno dotato di tutti gli accorgimenti per chi è affetto da disabilità».
Quest’anno però il regolamento del Lucca Comics, che andrà in scena dal 29 ottobre al 1 novembre, sembra essere un po’ diverso. «Come ogni anno - racconta Sara - il 18 agosto ho scritto una mail all’helpdesk del Lucca Comics per chiedere se, visto che in questa edizione ci sarà un tetto massimo di partecipanti al giorno, anche gli invalidi rientrassero in quel conteggio». La risposta della Best Union, società che gestisce le prenotazioni, la biglietteria e la sicurezza degli eventi del Lucca Comics arriva subito dopo: «La informiamo che per i disabili - scrivono - sarà previsto l'ingresso gratuito. Verranno comunicate le modalità ad inizio settembre». Sara quindi aspetta: intanto prenota il viaggio e prende una casa in affitto per i quattro giorni della manifestazione. A quel punto contatta di nuovo la società. «Ho chiamato e ho chiesto se anche quest’anno avrei avuto diritto all’ingresso gratuito, a “saltare” la fila, ai bagni riservati ai disabili ma la loro riposta è stata: “Controlli le Faq sul sito del Lucca Comics”.
Ed è lì - racconta Sara - che mi sono accorta che tra i diversamente abili erano stati inseriti solo coloro che si muovono con la sedia a rotelle. Io non sto su una carrozzina - continua la donna - ma sono comunque un’invalida civile che ha dei problemi motori importanti e riconosciuti». A quel punto Sara chiede, sempre via mail, ulteriori chiarimenti alla Best Union: «Io, nonostante zoppicassi, ora per fortuna cammino anche senza stampelle. Ciò non vuol dire che io stia bene. Ho presentato sempre a Lucca il pass di invalidità - scrive Sara - non sono mai andata in biglietteria e non mi è mai stato negato l'ingresso. È cambiato qualcosa per me?». Sara spera di sbagliarsi, spera che ci sia un’errata interpretazione del regolamento ma la risposta della Best Union, che lei riceve il 2 settembre, conferma ciò che lei temeva. «Le confermiamo quanto indicato dall'organizzazione del Lucca Comics and Games 2015 nella sezione Faq - si legge nella mail - è previsto l'ingresso omaggio solo per diversamente abili costretti su sedia a rotelle ed è prevista la riduzione per il relativo accompagnatore». Punto.
Sara, arrabbiata, scrive un post sulla pagina Facebook del Lucca Comics ma nessuno degli organizzatori interviene per darle una risposta. «Questa cosa mi ha sconvolta, la trovo un’ingiustizia quindi - conclude Sara - penso che quest’anno non verrò. Io l’abbonamento l’avrei pagato, non m’importa. Ma il problema sono il resto dei servizi che non mi vengono garantiti. Per saltare la fila dovrei pagare anche un supplemento e poi ho bisogno di un bagno a misura di disabile». Per Anna questi limiti erano svaniti in un lampo. Ma per Sara è tutta un’altra storia.
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