Gioco
Per un furto di 5 galline deve pagare 15mila euro
Per snellire i tempi della giustizia la pena detentiva di due mesi viene sostituita con quella pecuniaria, ma il costo per ogni giorno di carcere evitato è di 250 euro
BORGO A MOZZANO. Ma quanto costa una gallina in Lucchesia? Calza a pennello la celebre battuta di Roberto Benigni sul prezzo delle banane a Palermo nel film «Johnny Stecchino» per un singolarissimo caso avvenuto al tribunale di Lucca in relazione al furto di cinque pennuti da un pollaio datato 9 ottobre 2013. L’episodio avvenne nella Valle del Serchio e i carabinieri non ci misero molto a scoprire l’autore del «misfatto» denunciandolo all’autorità giudiziaria con l’accusa di furto aggravato. In sostanza il ladro-buongustaio s’impossessò di cinque grasse pollastre e adesso, 24 mesi dopo, si vede recapitare un decreto penale di condanna con una sanzione di 15mila euro. In pratica come se avesse pagato le cinque galline tremila euro ciascuno. Neanche fossero galline dalle uova d’oro. Impossibile per l’indagato far fronte a una richiesta del genere. Il suo legale farà opposizione al decreto penale di condanna e sul furto di galline si andrà verso il processo.
Aumento spropositato. E dire che il decreto penale di condanna doveva servire, stando al legislatore, ad alleggerire i carichi della giustizia facendo avere considerevoli benefici al condannato: dalla non menzione nel certificato penale rilasciato a richiesta dai privati, dall’esclusione della condanna al pagamento della spese processuali, sino alla dichiarazione di estinzione del reato con cessazione immediata degli effetti penali della condanna stessa decorsi due anni dall’esecutività dello stesso decreto penale. Invece il provvedimento è diventato inutile e financo dannoso per il sistema giustizia e le opposizioni al decreto avanzate dagli indagati e dai loro legali si moltiplicano per un semplice motivo: la pena pecuniaria inflitta in sostituzione di quella detentiva è stata aumentata da 38 euro a 250 euro al giorno. Uno sproposito se si pensa che al tempo delle lire ogni giorno di carcerazione equivaleva a 25mila lire per cui un mese equivaleva a 750mila lire, due a un milione e mezzo di lire. Oggi invece per due mesi si pagherebbe circa trenta milioni.
Lo Stato è al verde. Se il legislatore prevedeva d’incassare qualche soldino con i decreti penali di condanna oggi spende cifre enormi per le notifiche agli imputati e alla fine ci rimette pure. E intanto la giustizia va a passo di lumaca.
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