Il Tirreno

Lucca

Il suicida sulle Mura ha incontrato due persone prima di uccidersi

Il suicida sulle Mura ha incontrato due persone prima di uccidersi

Era insieme a un amico e a una ragazza con la quale il giovane stalker aveva una relazione tormentata: lei lo voleva lasciare

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LUCCA. Nicola Barsotti prima di uccidersi non era solo. Aveva incontrato due persone: un amico e una ragazza con la quale Barsotti aveva nell'ultimo periodo una relazione tormentata.

Grazie alla visione delle immagini di sicurezza prodotte dalle telecamere intorno alla questura è stato possibile ricostruire i momenti immediatamente precedenti alla fuga del giovane, conclusasi con il triste epilogo.

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La ricostruzione della questura. Gli investigatori della Mobile, dall’analisi delle ultime telefonate rilavate dal cellulare di Barsotti, sono giunti all’identificazione di un uomo e di una donna che, quella stessa sera, sono stati ripresi dalle telecamere della questura in compagnia dello stesso. A bordo della sua autovettura Nicola, dopo aver percorso viale Regina Margherita ha imboccato contromano via Montanara, dove ha parcheggiato, per recarsi ad un appuntamento fissato proprio fuori dalla questura. A richiedere quell’incontro era stato un suo amico nel tentativo di convincerlo a smettere di minacciare la nuova ragazza, anche lei presente.

Quello tra Nicola Barsotti e la donna era l’ennesimo rapporto malato; lui l’aveva già picchiata diverse volte, e quel pomeriggio l’aveva pregata di non lasciarlo, fino a minacciarla. Le aveva detto che aveva due coltelli con sé e che non avrebbe mai accettato la fine del loro rapporto. L’amico, temendo una reazione incontrollata, ha tentato di incontrarlo per chiarire la situazione, a garanzia di tutti, nelle vicinanze della questura. Quando Nicola è arrivato all’appuntamento era fuori di sé.

L’amico ha cercato di calmarlo, di farlo ragionare, di convincerlo a lasciare tranquilla la ragazza. A quel punto Nicola lancia una bottiglia contro il muro opposto del marciapiede e il rumore dell’infrangersi della stessa allerta l’operatore del 113 che fa intervenire immediatamente le vicine pattuglie della Squadra Volante. Nella furia estrae un coltello e dice all’amico di farsi da parte colpendo più volte il muro.

L’amico lo conosce da una vita, non crede alle sue minacce, lo esorta a discutere e tornare calmo. L’arrivo della Volante è provvidenziale per i due ma Nicola probabilmente teme che la ragazza lo abbia denunciato e il timore di finire coinvolto in un ennesimo guaio giudiziario, delle sue eventuali conseguenze e la consapevolezza di avere due coltelli con sé lo induce a scappare. L’amico e la donna, impauriti, decidono di allontanarsi. Sapranno solo il giorno dopo – hanno detto alla questura - della folle fuga di Nicola e del suo suicidio sotto le mura.

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