Il dolore
Il sindaco al prefetto «Subito un summit sulla sicurezza»
Raspini: dobbiamo riflettere su quanto avviene in centro Martini: la città, quando è vuota, è anche più a rischio
LUCCA. È la questione sicurezza che si presenta in tutta la sua urgenza il giorno dopo la tragedia sugli spalti - quella del giovane suicida, Nicola Barsotti, che si è tolto la vita uccidendosi a coltellate sotto il baluardo San Colombano intorno alle 22,30 di lunedì 31 agosto - e dopo la lite che è quasi costata la vita a un migrante, presentatosi al pronto soccorso del San Luca con la gola tagliata.
La questione degli spalti che, nella loro enorme estensione, sfuggono al controllo causa forza maggiore, perché privi di dispositivi di sorveglianza. E la questione della città che, vuota, può diventare facile teatro, suo malgrado, di episodi di criminalità che costituiscono anche un rischio pubblico: aggressioni, liti, spaccio, solo per dirne alcune
E la prima a sollevare il problema in forma ufficiale - non bastassero le decine di commenti giunti anche attraverso i social network da parte di tanti cittadini lucchesi - è proprio l’amministrazione comunale.
Il sindaco Alessandro Tambellini da una parte e l’assessore alla sicurezza Francesco Raspini dall’altra. Entrambi, in forme diverse e in base al loro ruolo e incarico, hanno preso la parola. Tambellini ha annunciato l’intenzione di scrivere una lettera al prefetto Giovanna Cagliostro: una lettera nella quale, ha spiegato il primo cittadino, chiederà l’immediata convocazione di un tavolo sulla sicurezza.
Dall’altra parte Raspini ha sottolineato che «ferma restando la necessità di mantenere i nervi saldi ed evitare reazioni dettate dall’emotività che spesso conducono a valutazioni errate, confidiamo nel lavoro della questura. È chiaro - aggiunge - che il susseguirsi di episodi e segnalazioni, pur senza drammatizzare, ci chiama a una riflessione su questo che sta avvenendo in alcune zone del centro storico e non solo. Per questo motivo il Comune, che considera la sicurezza fra le sue priorità, si mette fin da subito a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza, prefettura e questura, per implementare tutte le azioni che riterranno opportuno mettere in campo».
Il Comune in sostanza vuole fare la sua parte consapevole che il suo arbitrio in fatto di sicurezza è limitato. «Noi ci fermiamo alla movida - aggiunge Raspini -, per il resto ci sono autorità con dovere istituzionale. Per noi la sicurezza è fondamentale e noi vogliamo collaborare con chi ne ha la competenza professionale».
Una telecamera tra corso Garibaldi e via Veneto, una in via Carrara e una in via della Dogana: questa è la dotazione di strumenti per il controllo della zona est (porta San Pietro e dintorni) allo stato attuale. Ma gli spalti restano sguarniti. «Ora che il bilancio preventivo 2015 è approvato - spiega l’assessore alla sicurezza - possiamo affermare di avere risorse per installare altre telecamere, fino a un numero di quindici. Aspetto in questo senso suggerimenti dalle istituzioni preposte. Le telecamere sono autorizzate dalla prefettura. Se arriverà l’ok, potremo fare subito la gara e nel giro di tre mesi installarle».
La città vuota che diventa rischiosa è anche al centro di una riflessione di Giovanni Martini, presidente della commissione Centro storico di Confcommercio. Basta un suo breve post su Facebook per scatenare una lunga serie di commenti e condivisioni. Martini afferma che «ottantamila persone in centro storico sabato scorso per la Notte bianca, centocinquantamila persone in un giorno di Lucca Comics, decine di migliaia per il Summer Festival e problemi di ordine pubblico zero. Invece la sera di lunedì 31 agosto, con la città praticamente deserta, ci sono stati due episodi che fanno riflettere. Un giovane si è accoltellato, un uomo si è trovato con la gola tagliata a seguito di una lite per un futile motivo. È così difficile capire che se isoli il centro storico privandolo di eventi, funzioni, mercati, di vita in generale questo diventa pericoloso?», conclude, invitando alla riflessione anche i residenti del centro.
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