La manifestazione
Ex stalker il suicida delle Mura: "Si è ucciso perché temeva di finire in prigione"
Lucca: Nicola Barsotti, 26 anni, di San Vito, si è ucciso nella notte a coltellate di fronte al baluardo San Colombano. Quasi in contemporanea un uomo è finito al pronto soccorso con la gola tagliata dopo una lite
LUCCA. Non è un marocchino come sino alle 3,30 del mattino aveva ipotizzato la questura il giovane che si è ucciso a coltellate sugli spalti delle Mura davanti al baluardo San Colombano. Dietro quel misterioso gesto autolesionistico nessun litigio con un connazionale, magari quello che mezz'ora prima era stato trovato ferito alla gola cento metri più avanti a Porta S. Pietro.
L'autore del folle gesto è Nicola Barsotti, 26 anni, di San Vito, una condanna in primo grado per stalking nei confronti dell'ex fidanzata che avrebbe tenuto segregata in una casetta accanto alla sua abitazione (era pendente un ricorso in Cassazione) costringendola anche a disertare il funerale della nonna e un processo - udienza preliminare fissata per il 28 ottobre davanti al gup - con l'accusa di violenza sessuale e sequestro di persona nei confronti di una ragazza di 17 anni residente a Follonica e conosciuta in spaggia nel 2013. Barsotti - alto più di un metro e ottanta, fisico da corazziere - aveva lavorato a lungo come cameriere e bagnino.
Secondo quanto riferisce la questura, sarebbe stata proprio la paura di essere condannato e arrestato il motivo alla base del gesto estremo compiuto dal giovane.
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Dopo le sentenze e le pesanti accuse - lui, difeso dall'avvocato Massimo Panzani, si era sempre professato innocente - era libero e di recente aveva fatto un viaggio in Messico dove era rientrato da poco tempo. Barba lunga, carnagione scura, privo di documenti com'era, i poliziotti non l'hanno riconosciuto. Ci sono volute circa cinque ore per capire che gli agenti avevano di fronte il ragazzo di San Vito.
La ricostruzione della polizia. Intorno alle 22 di lunedì 31 agosto, Nicola Barsotti si è presentato in questura e, dopo aver tirato una bottiglia di vetro contro l'ingresso, ha estratto un coltello. Dopodiché ha attraversato il viale Regina Margherita e si è diretto verso gli spalti del San Colombano. Una volante l'ha seguito e quando il giovane se n'è accorto ha cominciato a correre verso via Montanara dirigendosi poi sotto il baluardo e iniziando a colpirsi, all'altezza del ponticello, all'addome e alle gambe. Quando gli agenti l'hanno raggiunto hanno assistito alla scena raccappricciante: il giovane aveva già delle ferite evidenti e continuava a colpirsi con il coltello. Finché non si è reciso l'arteria femorale, ferita che non gli ha lasciato scampo: inutile infatti, il disperato tentativo di un poliziotto di arrestare l'emorragia con la cintura dei pantaloni che gli ha sfilato utilizzandola come fosse un laccio emostatico.
Ci sono volute poi diverse ore per l'identificazione del giovane, che in tasca aveva solo il mazzo di chiavi di un'auto. Il suo aspetto infatti - aveva la barba lunga e una carnagione scura - ha tratto in inganno gli agenti che all'inizio avevano pensato che si trattasse di un uomo di origini nordafricane. Grazie al ritrovamento delle chiavi poi, la polizia ha iniziato a controllare se nella zona ci fosse la macchina di Barsotti. L'auto, una Seat, era in effetti parcheggiata a poca distanza dalla questura. In questo modo gli agenti sono riusciti a risalire all'identità e quindi a contattare la famiglia. Erano circa le 4 del mattino.
Nei primi concitati momenti inoltre, si era anche pensato che la morte del giovane fosse collegata al fatto che
un altro uomo si è presentato con ferite da taglio al pronto soccorso dell'ospedale di Lucca mezz'ora dopo il fatto di San Colombano. Sempre durante la conferenza stampa, la polizia ha invece spiegato che l'uomo, di origini nordafricane, era stato ferito durante una lite con un connazionale nella zona di Porta San Pietro. Una donna si è accorta che due stavano litigando e che uno di loro aveva rotto una bottiglia con la quale ha poi ferito l'uomo alla gola. A quel punto la donna ha chiamato i soccorsi dando l'allarme.Gli investigatori sono riusciti a risalire all'identità dell'aggressore che al momento non è stato ancora rintracciato ma nei confronti suoi confronti è già scattata la denuncia. I due si trovavano a Lucca senza regolare permesso di soggiorno.
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