Proteste
Denuncia penale al prete che provocò un incidente
La polizia municipale di Altopascio gli ritira la patente e sequestra la sua Panda Il vice sacerdote su di giri al volante rifiuta l’alcoltest anche ai medici del S. Luca
ALTOPASCIO. Ha rifiutato di sottoporsi all’alcoltest anche al pronto soccoro dell’ospedale San Luca il vice parroco di una comunità religiosa nel comune di Castelfranco di Sotto che nel pomeriggio di venerdì scorso provocò un incidente in prossimità della rotonda in via delle Cerbaie ad Altopascio andando a tamponare un autocarro che lo precedeva. Per la polizia municipale il religioso era visibilmente su di giri tanto da lasciare, dopo il sinistro, la sua utilitaria e, in abiti talari, riparare nel bar a poche decine di metri dal luogo del sinistro per farsi un bicchierino e non sembra per lo spavento. Ai vigili urbani di Altopascio rifiutò l’accertamento previsto dalla legge e identico trattamento ha riservato più tardi anche ai medici lucchesi: niente prelievo sanguigno, niente soffio nel palloncino. Materiale sufficiente per le guardie municipali per denunciare il prelato - 65 anni, nato a San Miniato che abita in una casa di riposo della Piana e assiste il sacerdote titolare della parrocchia in provincia di Pisa nella sua attività sia liturgica che pastorale - con l’accusa di rifiuto di sottoporsi all’accertamento previsto dalla legge (alcoltest). Un illecito penalmente rilevante che comporta il ritiro della patente e il sequestro dell’utilitaria (una Fiat Panda) con lo scopo al termine dell’iter processuale di arrivare alla confisca. L’infrazione commessa dall’assistente parroco verrà notificata anche alla prefettura per le pene accessorie previste, ma soprattutto alla curia arcivescovile. Ieri però il religioso, riconvocato dalla polizia municipale di Altopascio, si è presentato al comando con un atteggiamento completamente diverso rispetto a quello sprezzante mostrato dopo il tamponamento quando, adducendo problemi legati al suo ministero (“ho fretta, non ho tempo per queste cose terrene, debbo correre a confessare alcuni parrocchiani che mi aspettano in chiesa”), si opponeva a sottoporsi al test dell’etilometro. Nella circostanza infatti con toni decisamente pacati e cristiana rassegnazione ammetteva le proprie responsabilità inerenti al tamponamento. I vigili gli hanno notificato il provvedimento penale comunicando il nome del legale d’ufficio che avrebbe seguito il suo caso.
Luca Tronchetti
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