Il Tirreno

Lucca

Il posto fisso dopo una vita da precario

di Nadia Davini
Il posto fisso dopo una vita da precario

Parlano i nuovi insegnanti di ruolo nelle scuole di Lucca. Per qualcuno la professione vera comincia anche a 50 anni

5 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Aspettano il proprio turno con un foglio bianco in mano. L'elenco scorre sul proiettore, scuola per scuola, nome per nome. C'era aria di attesa, sospesa a metà fra la tensione e la gioia di un contratto a tempo indeterminato, con qualche punta di amarezza che alberga negli occhi dei neoassunti insegnanti di ruolo. Quelli che venerdì e sabato si sono recati al Fermi per scegliere le sedi scolastiche dove, da settembre, insegneranno con un contratto a tempo indeterminato.

«Finalmente il contratto a tempo indeterminato – sbotta Glenda, 34 anni, professoressa di sostegno alle superiori –. Mi sono laureata molto presto, nel 2003, nel 2004 insegnavo già, inserita nella graduatoria ad esaurimento, e per dieci anni sono stata precaria, fino ad oggi. Prima ho fatto l'abilitazione in storia e filosofia, poi sono passata al sostegno: ho girato tutta la provincia, dalla Garfagnana alla Versilia, con contratti annuali al 30 giugno e i due mesi di disoccupazione a luglio e agosto. Sono contenta dell'immissione in ruolo perché vorrei costruire una famiglia e non sapere mai dove e se andrai a lavorare l'anno prossimo significa vivere un'esistenza precaria. Mi piacerebbe che tutti si rendessero conto di cosa significhi lavorare nella scuola: non ci sono neppure i gessi per scrivere sulla lavagna, il principio della continuità viene sempre disatteso e questo, soprattutto nel sostegno, crea dei grossi danni, disagi profondi, negli studenti e nelle famiglie. È triste dirlo, ma a rimetterci sono proprio i più deboli. E fa male pensare che le prime disparità si creino a scuola, che dovrebbe invece essere il luogo della possibilità».

Non sono altrettanto soddisfatte tre giovani donne, Sara, Valeria e Michela, rispettivamente la numero uno, due e tre della graduatoria ad esaurimento delle superiori per la classe di lettere e latino, che dal concorso del 2012 hanno avuto una brutta sorpresa.

«Abbiamo l'abilitazione per insegnare sia alle superiori sia alle medie, però abbiamo sempre prestato servizio alle superiori – spiegano –. Ora ci troviamo a buttare via 162 punti accumulati sulle scuole secondarie di secondo grado, perché ci hanno dato il ruolo sulle medie. Il motivo? Con l'abilitazione in mano abbiamo comunque voluto provare il concorso del 2012, perché ci avevano assicurato che quella selezione non avrebbe inciso sulla graduatoria e invece non è stato così. Oggi ci troviamo a scegliere i resti lasciati da altri, lasciati da chi non ha lavorato un solo giorno nella scuola. Ci sentiamo prese in giro, ci hanno formato per dieci anni alle superiori e ora ci prendono e ci buttano alle medie, dove troveremo un mondo completamente diverso. Diversi gli alunni, diversi i programmi, diverse le modalità di insegnamento. Aspettavamo da anni il ruolo nella scuola dove abbiamo dato tutto e ora dobbiamo ricominciare da capo. Certo, la gioia per il contratto a tempo indeterminato non ce la toglie nessuno, ma ci aspettavamo una situazione diversa».

Ha sempre lavorato alle superiori, ma si troverà a insegnare alle medie, anche Guido Masotti, 41 anni, professore di informatica, che fra pochi giorni dovrà sperimentarsi con la matematica e le scienze. «Ho vinto il concorso del 2012 sulle medie, anche se ho due abilitazioni per le superiori – racconta –. Accettare è obbligatorio, se rifiutassi il ruolo, e sarei un pazzo se lo facessi, dovrei ripartire da zero, come se fossi appena uscito da scuola. Per me sono contento, ma sto pensando ai tanti colleghi precari di questi anni che non hanno ottenuto l'immissione in ruolo e che ancora non sanno se lavoreranno oppure no. Perché da una parte c'è gente che ha fatto domanda per il ruolo ed è stata catapultata a Lucca da qualsiasi parte d'Italia; dall'altra ci sono insegnanti di seconda fascia che quest'anno perderanno il posto: persone che lavorano nella scuola da minimo 15 anni, gente di 40, 50 anni, con figli, famiglie a carico».

Si chiama Alessandra ed è una precaria storica, con i suoi incarichi annuali rinnovati da 20 anni nella scuola primaria. «Da 13 anni mi sono trasferita a Lucca – dice –. Sono una maestra e nonostante il precariato ho sempre avuto la possibilità di mantenere una certa continuità nel mio lavoro, ottenendo l'incarico annuale nelle stesse scuole. Con il ruolo, invece, è cambiato tutto: nel senso che pensavo di poter confermare il contratto nell'istituto dove insegnavo da tre anni, ma non è andata così. Ci hanno comunicato che potevamo scegliere solo tra le scuole con organico di diritto e quindi ho dovuto firmare per un'altra sede, in tasca alla qualità didattica».

Gli insegnanti precari che sono nella scuola già da un po' di tempo si riconoscono subito, perché fanno gruppo, si spalleggiano, fanno il tifo a vicenda e soprattutto si conoscono fra tutti. Come Serena, 40 anni, professoressa di italiano alle superiori: «sono felice di non dover più vivere ogni anno a fine agosto la trafila degli incarichi annuali, di non dover provare più quell'ansia che mi prendeva ogni volta che non rientravo nell'assegnazione e aspettavo la chiamata dai dirigenti scolastici. Ho vissuto sulla mia pelle i tagli e le conseguenze delle riforme degli anni scorsi: vedremo cosa succederà e dove andremo a finire, quella di Renzi non è una buona scuola».

Oppure Fabiana, 50 anni, neoassunta di ruolo, ma con una storia completamente diversa da quelle appena raccontate. Lei, laureata in lingue e specializzata in inglese, nella scuola non ha mai lavorato. Ma nel 2012 ha provato il concorso, l'ha vinto, e ieri è stata chiamata a scegliere l'istituto in cui a settembre indosserà i panni della professoressa di inglese. «Ho sempre vissuto fuori Lucca, lavorando con le lingue straniere, ma non come insegnante – dice –. Anni fa sono tornata in città, ho saputo del concorso e mi sono presentata. Mi sembrava il modo più efficace per provare a cercare un lavoro, che altrimenti non so se l'avrei trovato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa