Sicurezza
Cattedre ai precari tra soddisfazione e un po’ di amarezza
Al Fermi l’assegnazione delle sedi per gli insegnanti di ruolo «Alcuni professori costretti a cambiare scuola e comune»
LUCCA. Riso amaro. Potrebbe essere definito così il sentimento generale che ieri si respirava all'Iti Fermi durante l'assegnazione delle sedi per gli insegnanti di ruolo. Di fronte alla gioia per il contratto a tempo indeterminato, raggiunto dopo anni, per alcuni tanti anni, di precariato e incarichi annuali, si è subito fatta strada una buona dose di insoddisfazione.
Il motivo? Le scuole disponibili nella scelta erano solo quelle con organico di diritto, quindi non tutte, ma un numero inferiore; oppure c'è stato chi, pur avendo da sempre insegnato alle superiori, si è trovato costretto ad accettare il ruolo nelle scuole medie, perché rifiutare significa rinunciare all'insegnamento e poi perché non si dice di “no” a un contratto fisso. Insomma ieri gli umori erano altalenanti e accanto alle fotografie scattate dai parenti di chi lasciava la firma su un po' di stabilità, c'erano le parole arrabbiate di chi si aspettava qualcosa in più.
«I nuovi insegnanti di ruolo quest'anno sono stati obbligati a scegliere dove insegnare solo tra gli istituti con organico di diritto, con precedenza nella scelta a chi ha vinto concorso ordinario. Nelle primarie, ad esempio, questo ha comportato che su 54 scuole esistenti, solo 15 fossero disponibili – spiega il responsabile Flc Cgil di Lucca – Il motivo è semplice ed è tutto economico: una delle differenze tra insegnante di ruolo e insegnante precario è data dallo stipendio, che nel primo caso è certo per dodici mesi, nel secondo viene pagato fino al 30 giugno, lasciando scoperti luglio e agosto. Assegnare l'organico di diritto agli insegnanti di ruolo significa non rischiare di pagare lo stipendio in quei due mesi estivi a un insegnante precario. Al contrario, invece, lasciando le scuole con organico di fatto (l'organico effettivo di ogni scuola, che viene definito tra la fine di agosto e i primi di settembre) ai docenti precari, comporta la stipula di contratti al 30 giugno e un conseguente risparmio economico su luglio e agosto». La novità non è piaciuta, soprattutto quando maestre storiche di scuola primaria, che da anni insegnavano nello stesso istituto, hanno dovuto accettare l'incarico in altri plessi, cambiando comune e zona. «Nelle primarie è più facile, anche da precario, tornare nella stessa scuola per più anni. Quello che sta succedendo ora, invece, contrasta totalmente con il bisogno di stabilità e di continuità di cui tanto si parla e la cosa peggiore è che questa mancanza coinvolge tutti indistintamente, anche il sostegno». Quella di ieri e di oggi porta il nome di fase 0 e fase A, così come sono state ribattezzate dal Miur: fasi iniziate a luglio con l'immissione in ruolo di coloro che avevano vinto i concorsi ordinari del 1990, 1999 e 2012 e di chi si trovava nella graduatoria ad esaurimento e che termineranno oggi con l'assegnazione delle rispettive sedi. I posti vacanti verranno assegnati durante la cosiddetta fase B: il sistema telematico, incrociando resti e punteggi delle graduatorie provinciali di tutta Italia, elaborerà una graduatoria unica nazionale da cui pescherà nomi e cognomi. Così, chi si trova al primo posto nella graduatoria lucchese, potrebbe finire a metà o in fondo della graduatoria nazionale e perdere la possibilità di lavorare. Esaurito quel passaggio si procederà con la definizione degli organici di potenziamento (fase C), che ogni scuola dovrà preparare su base triennale, avendo diritto fino a un massimo di sei posti in più.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google