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Lucca

Oscurato il sito dell’ex dipendente della cartiera Lucart

PORCARI. La polizia postale e delle telecomunicazione di Lucca ha oscurato e posto sotto sequestro il sito lucart.altervista.org/mobbing.htlm e il giovane operaio della Lucchesia ed ex dipendente...

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PORCARI. La polizia postale e delle telecomunicazione di Lucca ha oscurato e posto sotto sequestro il sito lucart.altervista.org/mobbing.htlm e il giovane operaio della Lucchesia ed ex dipendente della Lucart che lo gestiva è indagato dalla procura della Repubblica per diffamazione. Non solo. La polposta, nel corso di una perquisizione domiciliare, ha rinvenuto altri volantini identici a quello anonimo rinvenuto dai carabinieri di Cortile degli Svizzeri affisso su un cestino dei rifiuti in via Vittorio Veneto mentre un altro simile era stato notato anche in via Santa Giustina. I fogli formati A4 con la scritta «Attenzione: tracce di topi morti nella carta igienica della Lucart» sono stati sequestrati. Per gli inquirenti non ci sono dubbi: l’operaio gestore del sito che lanciava accuse pesanti ai vertici aziendali con tanto di nomi e cognomi di dirigenti e funzionari che, a suo giudizio, commettevano mobbing sui lavoratori è la stessa persona che ha ideato e forse affisso i volantini. Tra l’altro stando all’accusa lo stesso dipendente della cartiera avrebbe in corso una causa per mobbing. Già venti giorni fa la procura della Repubblica aveva disposto il sequestro e l’oscuramento del sito in questione per gravi indizi di colpevolezza riscontrati nello stesso esposto presentato dal legale dei vertici Lucart, avvocato Lodovica Giorgi, al sostituto procuratore Enrico Corucci. Messi pesanti - oltre che relativi alle condizioni dei lavoratori in fabbrica - anche in materia d’ambiente, argomento molto caro al management della cartiera Lucchese in prima linea nella battaglia per l’ambiente e il riciclo. Sul sito oscurato si mettevano in correlazione malattie o strane infezioni con l’uso di fazzolettini realizzati con carta riciclata per soffiarsi il naso o pulirsi la bocca. L’indagine comunque prosegue anche sulla base dei riscontri già emersi. (l.t.)

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