Il Tirreno

Lucca

Una strada, tanti incidenti «Ma quel tratto è sicuro»

di Gianni Parrini
Una strada, tanti incidenti «Ma quel tratto è sicuro»

L’assessore Rovai si dice addolorato per la morte del motociclista di 46 anni Ma ribadisce che la Lodovica non è la strada più pericolosa della provincia

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BORGO A MOZZANO. Traffico intenso, asfalto non sempre perfetto e mezzi che procedono a velocità elevata. Questi i problemi principali della Lodovica, la strada provinciale 2 che dai confini di Borgo a Mozzano arriva fino a Rivangaio. Qualche decina di chilometri di curve che collegano la valle del Serchio alla Piana, una tratta che negli ultimi anni ha subito un aumento dei livelli di traffico per i problemi sull'altra via di collegamento, la strada del Brennero, che nel 2013 franò per le continue piogge e che dà allora è soggetta a frequenti interventi di manutenzione e rifacimento. Forse non è un caso che negli ultimi due anni gli scontri (anche mortali) siano assai frequenti sulla Lodovica.

Strada Provinciale. La strada è di competenza della Provincia, così abbiamo provato a interpellare l’assessore alla viabilità Luigi Rovai: «Quando muore una persona – dice l’assessore – noi che siamo responsabili della viabilità siamo sempre addolorati. Stiamo aspettando di capire le cause dell’incidente per avere un quadro più chiaro. La sicurezza della Lodovica? È un’arteria che ha i suoi problemi: ha un’alta intensità di traffico ed è soggetta a frequenti manutenzioni perché è attraversata dai flussi che gravitano intorno alle cartiere. Peraltro, nel tratto in cui è avvenuto il fatto, non mi risultano particolari problematiche: la strada è a due corsie, l’asfalto è buono, il limite di velocità è compreso tra 70 e 90 chilometri orari. Ci sono punti forse più a rischio, ma in quel tratto si viaggia in sicurezza se si rispettano i limiti. In generale, secondo le nostre statistiche la Lodovica non è la strada col più alto indice di incidentalità: l’unico scontro mortale in quella zona è del marzo scorso, ma è legato alla caduta di un masso. Una dinamica completamente diversa. La parte delle gallerie, dove è avvenuto l’altro mortale, non fa parte della Lodovica». Il sindaco di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti, informato dell’incidente, si rammarica per la sorte del motociclista e ribadisce la politica del Comune per quanto concerne la sicurezza stradale: «È un tema che va posto all'ordine del giorno – dice – bisogna intervenire per rendere la circolazione sempre più sicura. Un’idea che abbiamo già intrapreso con gli interventi realizzati assieme alla Provincia nel tratto tra Borgo e Pescaglia, e con l’Anas sulla via del Brennero».

Confesercenti. I problemi sulla Lodovica, comunque restano. Alcuni li ricorda Daniela Bartolini, della Fipac Confsercenti. «La via Lodovica vede ogni giorno un traffico intenso di auto, moto e automezzi – scrive in una nota – l'incidente mortale che è avvenuto oggi (ieri, ndr), anche se non è direttamente collegabile a questa intensità ci deve far riflettere su una serie di luoghi della viabilità che hanno bisogno di interventi per rendere sicuro il transito delle auto ma anche quello delle persone. A Diecimo, sempre nel Comune di Borgo a Mozzano, vi è un tratto stradale che va dalla località Pastino alla località Zandori, dove si sono trasferite quasi tutte le attività commerciali, che è totalmente sprovvisto di marciapiedi e piccoli parcheggi e le persone che vi transitano per fare acquisti rischiano di essere investite. Da tempo – prosegue Bartolini – si parla di realizzare una rotonda spartitraffico utile alla zona industriale ma anche allo snellimento del traffico e in occasione dell'inizio di questi lavori occorrerebbe realizzare con urgenza anche i necessari marciapiedi, per tutelare l'incolumità delle persone che vanno a fare la spesa o a utilizzare i servizi della via Lodovica».

I precedenti. Provinciale o comunale, urbana o extraurbana: questioni di competenza, che interessano più i politici dei cittadini. Questi ultimi chiedono solo di viaggiare in sicurezza. E sulla Lodovica non sempre è possibile. È bastato dare un'occhiata all’archivio del Tirreno per tirar fuori gli incidenti più eclatanti avvenuti negli ultimi due anni. Il 3 marzo Sauro Tortelli, 41 anni, originario di Camporgiano, viene ucciso da un masso staccatosi dalla parete rocciosa e rimbalzato come un proiettile impazzito sulla strada, nel tratto compreso tra Rinvangaio e Valdottavo. Il 19 maggio 2014, invece, a perdere la vita è Ateo Dini, 80enne residente a Borgo a Mozzano: il pensionato è vittima di uno scontro frontale con un tir in una delle gallerie della variante di Ponte a Moriano. Il 3 maggio 2015 un ciclista viene urtato da un’auto mentre transita sulla Lodovica, nelle vicinanze del centro abitato di Borgo a Mozzano. Cadendo sbatte violentemente la testa, riportando un trauma cranico e la frattura della mandibola. Circa un mese prima, il 3 aprile, un motociclista inglese di 52 anni sta viaggiando con la compagna in sella a una Harley Davidosn quando arrivato a Rivangaio, vicino al Ponte sul Serchio, si scontra con un furgone. L'uomo viene trasferito d'urgenza con il Pegaso a Cisanello. Nella notte di pioggia del 18 ottobre 2014 due giovani versiliesi a bordo di una Punto rimangono coinvolti in un incidente nei pressi di "Le Gallerie". Il conducente perde il controllo del mezzo e l'auto si ribalta. Il più grave dei due viene sottoposto a un delicato intervento.

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