Il Tirreno

Lucca

Casa del Boia, «Paghi il colpevole se c’è oppure qualcosa non torna»

di Barbara Antoni
Casa del Boia, «Paghi il colpevole se c’è oppure qualcosa non torna»

Giorgi (M5S) mette il Comune alle strette e convoca la commissione di garanzia «Ho invitato i dirigenti interessati alla procedura, da loro aspetto chiarezza»

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LUCCA. Chiederà che sia definita una «responsabilità certa» relativamente alle cause che hanno portato all’annullamento della determina dirigenziale (numero 1213 del 6 luglio scorso) con cui si avviava la procedura negoziata per assegnazione a una società interessata la gestione dell’ex Casa del Boia e del progetto di realizzare al suo interno un museo multimediale della Francigena (progetto supportato da fondi europei per oltre un milione con una precisa scadenza).

Laura Giorgi, consigliera di M5S e presidente della commissione consiliare di controllo e garanzia, vuole chiarezza immediata sulla vicenda del bando disertato e del successivo annullamento della procedura negoziata dopo la fuga di notizie - a seguito di informazioni divulgate da un consigliere che le aveva ottenute in virtù della sua possibilità istituzionale di accesso agli atti - sui nomi delle società interessate prima che la procedura fosse conclusa.

Per questo ha convocato d’urgenza una seduta della commissione, domani alle 12 a Palazzo Santini, dopo che quella del 21 agosto ha registrato l’assenza dell’ospite più atteso, la segretaria comunale Sabina Pezzini. Vista «l’assenza prolungata della dottoressa Pezzini - spiega ora Laura Giorgi - alla prossima seduta ho invitato i due dirigenti comunali direttamente interessati al bando e alla procedura, Giovanni Marchi e Graziano Angeli. Da loro mi aspetto una risposta: se la fuga di notizie rappresenta un reato penale è necessario che sia aperto un procedimento nei confronti di chi lo ha compiuto. Se l’amministrazione non procede in questo senso significa che nasconde qualcosa, che la delibera è stata annullata per altri motivi che si vogliono tenere sotto silenzio».

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La presidente Giorgi è determinata e non esclude che la commissione potrebbe andare a incidere anche sull’ulteriore procedura negoziata attivata per la Casa del Boia, in scadenza il 31 agosto.

«Se la delibera che istituiva la procedura negoziata è stata annullata per un reato penale, l’amministrazione - sottolinea - non può limitarsi a una lettera inviata ai consiglieri dal sapore della ramanzina ma minatoria, protocollata il 13 agosto e inviata ai capigruppo».

Una cartella poco più la lettera a firma della segretaria Pezzini ai capigruppo, nella quale si ricostruisce la cronologia degli atti dell’amministrazione dopo la fuga di notizie sui nomi delle società interessate alla Casa del Boia. Ma nella quale si dà anche ampio risalto ai contenuti della legge (la 163 del 2006, articolo 13) che regolamenta per il consigliere comunale «l’accesso agli atti e il divieto di divulgazione», per i quali si prescrive «la disciplina particolare del differimento fino alla scadenza del termine per la presentazione delle offerte medesime al fine di mantenere la competizione indenne da meccanismi di collusione, di impedire accordi tra selezione, evitare flussi informativi tra potenziali concorrenti». Al consigliere comunale, spiega la lettera, in ragione del suo ufficio, è riconosciuto come legittimo l’accesso agli atti. Salvo poi concludere richiamando «l’attenzione agli obblighi a cui è tenuto il consigliere anche al fine di scongiurare situazioni che potrebbero avere risvolti penalistici in caso di violazione del limite imposto dal legislatore all’articolo 43 del Testo unico degli Enti locali nonché eventuali conseguenze sotto il profilo risarcitorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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