Il Tirreno

Lucca

Domani l’addio al pilota del deltaplano

di Luca Tronchetti

Alle 16 alla chiesa di San Lorenzo a Vaccoli i funerali di Gian Piero Sargenti morto sabato nell’incidente a San Miniato

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LUCCA. Serviranno ulteriori accertamenti per stabilire se l’imprenditore lucchese Gian Piero Sargenti, che avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 8 dicembre, è morto in seguito a un malore improvviso mentre era da poco decollato con il suo deltaplano a motore dal campo di volo di San Miniato oppure il decesso è stato conseguente al terribile schianto avvenuto sabato mattina alle 9 a trecento metri dall’aviosuperficie di Casa Bonello. Dopo l’autopsia svolta all’istituto di medicina legale di Pisa il magistrato ha concesso il nullaosta per la sepoltura. La famiglia dell’imprenditore in pensione ha già fissato la data dei funerali che si terranno alle 16 di domani nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo a Vaccoli.

Il monito della moglie. La sua passione per il volo - nata 35 anni fa e condivisa con i grandi amici Roberto Chifenti e Angelo Casentini - non è mai venuta meno. Nonostante l’età non più verde e le reprimende della moglie Luisa, ex dipendente della Cof sino al 2005, che lo aveva più volte consigliato a lasciar perdere con il deltaplano a motore specie dopo l’incidente di cinque anni fa capitato a Roberto Chifenti rimasto miracolosamente illeso in un incidente quasi analogo avvenuto nello stesso campo di volo nel comune di San Miniato. «Ora basta, non ha più l’età, vendi quel deltaplano» il suggerimento della consorte anche in presenza di parenti e conoscenti. Ma occorreva ben altro per far desistere l’imprenditore fondatore della Linea Arredo srl, azienda leader nel settore degli arredamenti per ufficio che oggi è gestita dal figlio Stefano, dalla passione per il volo. E agli amici confidava di attendere con ansia e trepidazione la belle giornate estive e le condizioni di vento ideali per salire sul suo velivolo e ammirare il panorama da una posizione privilegiata. Abitava ancora in un palazzo di via Santa Croce, nel centro storico, anche se dal 2007 aveva preso la residenza a Marliana dove possedeva una casa. «Veniva a prendere il vino da me. - racconta un commerciante di via Santa Croce - Voleva far bella figura quando il figlio andava a cena da lui. Una persona simpatica e socievole».

L’amore per lo sport. Sino ad alcuni anni fa Sargenti andava a sciare con l’amico Chifenti e apparteneva al club «La Focolaccia» e non disegnava lunghe passeggiate in montagna. Negli anni Settanta aveva frequentato anche l’ambiente del ciclismo sponsorizzando la società dilettantistica Cei di Monte San Quirico.

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