Sicurezza
Bagni, niente più profughi se gli altri non si muovono
Il sindaco Betti: «Ne abbiamo già accolti 42, siamo già oltre la media prevista» La questione potrà essere rivalutata quando tutti avranno fatto la loro parte
LUCCA. Bagni di Lucca si è mossa per tempo, ha già accolto un numero di richiedenti asilo superiore alla media richiesta ora dalla Regione e avviato politiche di integrazione. E non ci saranno quindi nuovi arrivi sul territorio della cittadina termale.
Lo assicura il sindaco, Massimo Betti, che sollecita altrio comuni a fare la loro parte.
«Non entro nel merito della politica del gverno - spiega Betti- ho una mia valutazione personale. Come sindaco di Bagni di Lucca ho cercato di gestire al meglio, con un'azione preventiva, la situazione, cercando di creare meno disagio possibile ai cittadini e di limitare l'inevitabile impatto. Sul territorio erano presenti già alcune associazioni con attività avanzate e sono arrivato a decidere per l'accoglienza controllata dopo un confronto sia con i cittadini che con le diverse associazioni».
A Bagni di Lucca ci sono piccoli nuclei facilmente integrabili per un inserimento più facile nella comunità, mentre - sottolinea Betti - numeri più grandi porterebbero alla ghettizzazione. «Dopo un iniziale momento di dubbio da parte dei cittadini non ci sono state critiche, né problemi. Credo molto nel lavoro di squadra, nella sinergia con la prefettura, la Regione e le associazioni: devono prevalere la collaborazione, la stima, il rispetto delle regole e delle persone e il dialogo».
Il sindaco sottolinea che l’assessore regionale Bugli sta lavorando a un progetto che consentirà ai profughi di compiere piccoli lavori e attività sul territorio a titolo gratuito. Partirà presto l'albo del volontario e dopo l’iscrizione si potranno effettuare attività per la collettività.
«Oggi - prosegue Betti - Bagni di Lucca ospita 42 migranti. Il rapporto richiesto è di un migrante ogni 600 persone, il nostro comune ha circa 6000 abitanti, quindi siamo ampiamente sopra la media, abbiamo già dato. Ci sono altri Comuni dove il rapporto è molto più basso del nostro. Mi piace ricordare e colgo l'occasione per ringraziare il sindaco Patrizio Andreuccetti, che durante la manifestazione del tiro alla fune svoltasi a Chifenti, che coinvolgeva Fornoli, non trovando alcuna adesione da parte degli abitanti ho approfittato della presenza di questi profughi e della loro disponibilità per formare la nostra squadra. Ringrazio la frazione di Chifenti e Andreuccetti per il lavoro di sinergia che si è creato e per lo spirito di integrazione che è uscito da quella giornata all'insegna dello sport e della socializzazione».
A questo punto, è la certezza del sindaco, a Bagni di Lucca non arriveranno altri profughi.
«La questione - conclude Betti - si potrà rivalutare quando anche altri Comuni avranno aderito al progetto e alle disposizioni del governo. Sono due i comuni che hanno svolto una adeguata azione sociale, gestita con criterio anche se nella consapevolezza delle inevitabili ripercussioni: Bagni di Lucca e Gallicano, che sono guidati da una lista civica e da una di centrodestra. In altri Comuni guidati da amministrazioni in teoria più progressiste si è notata una minore attenzione rispetto agli appelli del governo e della Regione».
Emanuela Ambrogi
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