Sicurezza
Raffica di multe ai locali per il far west delle insegne
Controlli dei vigili nel centro storico: la maggior parte degli esercizi non in regola. Sanzioni da 300 a 1.500 euro per le lavagne dei menù, i tavoli abusivi e la pubblicità
LUCCA. Avete presente la classica lavagnetta esposta per strada che pubblicizza il menù del giorno? Ecco, sappiate che è vietata. Non rispetta le norme sul decoro urbano e per di più occupa il suolo pubblico. Eppure la stragrande maggioranza dei bar e dei ristoranti di Lucca ne fa uso (o meglio abuso). La sanzione per i trasgressori si aggira intorno ai 120 euro, variabili in base alle dimensioni e alle scritte riportate. Per non parlare poi dei tavolini senza permesso, delle insegne fuori misura e dei cartelli pubblicitari abusivi. Nei giorni scorsi la polizia municipale ha deciso di dare un giro di vite a questo far west del decoro, staccando diverse decine di multe nei confronti degli esercizi commerciali del centro storico, rei di non aver rispettato le norme sui regolamenti cittadini. Gli importi? Da 300 a 1.500 euro. Molto per alcuni, poco per altri. E tra questi ultimi c’è stato anche chi ha fatto spallucce: «Vabbè, domani rimetto fuori un paio di tavoli “abusivi” e mi ripago la multa».
L’incontro in Comune. Qualche giorno fa l’argomento è stato oggetto di un faccia a faccia tra l’assessore alla Municipale Francesco Raspini e i commercianti di via Santa Croce, che insieme a via San Paolino e piazza Anfiteatro è una delle zone più colpite dal fenomeno. L’amministrazione vigila per evitare che in estate, tra insegne sovradimensionate, lavagne pubblicitarie e lumini di vario genere, il centro cittadino si trasformi in una sorta di Gardaland del commercio e della ristorazione.
Malumori e mea culpa. I verbali delle sanzioni elevate dai vigili sono arrivati proprio in questi giorni nella cassetta della posta dei locali “fuorilegge”. «In parte l’amministrazione ha ragione – spiega un commerciante di via Santa Croce che preferisce non identificarsi – La liberalizzazione degli orari di apertura si è portata dietro un’eccessiva disinvoltura nell’utilizzo di insegne e arredamenti che adornano i locali. Ma se mi parlano di decoro poi non possono lasciare un cassonetto dei rifiuti rotto per dieci giorni». A far arrabbiare i gestori dei locali multati (in certe vie si sfiorano percentuali bulgare), è l’inadeguatezza dei regolamenti utilizzati per elevare le sanzioni: «Sono vecchi di decenni – spiega un altro commerciante colto in fallo – Uno in particolare, fa riferimento a un regio decreto degli anni ’40, che impone la presenza di una sputacchiera nei bar. Cose assurde anche solo a pensarle. Il Comune sta lavorando al nuovo regolamento, mi auguro che sia pronto quanto prima». Un altro aspetto poco apprezzato è quello che riguarda l’entità delle sanzioni: «Possibile che per una panchina messa di fianco al negozio e una lavagnetta con il menù io debba pagare quasi 500 euro, mentre chi mette fuori più tavoli del consentito si becca solo una ottantina di euro. Troppo poco, tant’è che il giorno dopo i coperti abusivi sono di nuovo in strada e la multa è praticamente ripagata».
Il nuovo regolamento. Non è la prima volta che l’amministrazione alza la guardia contro certi eccessi: controlli di questo tipo vengono svolti periodicamente dagli agenti della Municipale. Soprattutto durante l’estate, quando la città si riempie di turisti, e tutti gli esercenti provano ad aumentare la visibilità e la cura del proprio esercizio. La speranza è che il nuovo regolamento riesca a mettere insieme le esigenze dei commercianti e quelle del decoro cittadino.
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