Il dolore
Ci scambiarono per operai volevano pagarci il lavoro
«La prima volta che sono stato a Carnia avevo solo 14 anni e mi ricordo che gli abitanti del posto non avevano capito che fossimo volontari e volevano pagarci per tutti i lavori che facevamo». Le...
«La prima volta che sono stato a Carnia avevo solo 14 anni e mi ricordo che gli abitanti del posto non avevano capito che fossimo volontari e volevano pagarci per tutti i lavori che facevamo».
Le parole sono di Antonio Belli, 52 anni, che dopo il terremoto del 1976 partì insieme ad altri ragazzi di Segromigno. «In realtà noi eravamo molto giovani e sapevamo fare molto poco ma mi ricordo - dice Antonio Belli - il modo in cui ci accolsero. Fu la bellezza del gesto ad arricchirci dentro e sono felice di averla fatta». Per tre estati e un inverno, a partire dal 1977, Antonio Belli tornò nelle frazioni terremotate del comune di Venzone: «Ricordo di non aver mai sentito i friulani lamentarsi, anzi erano sempre molto fieri e ho avuto una grande fortuna a conoscerli. Ci invitavano spesso a cena nei prefabbricati e con alcuni di loro ho mantenuto dei buoni rapporti di amicizia. Quel periodo di volontariato e solidarietà è uno dei momenti della mia vita di cui vado più fiero e a livello personale è un’esperienza che non dimenticherò mai anche perché mi ha formato e alla fine ha inciso parecchio nelle scelte che ho preso successivamente».
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