Il Tirreno

Lucca

Venti profughi in meno

di Gianni Parrini

Accordo Comune-Prefettura per “alleggerire” la pressione sull’Oltreserchio

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LUCCA. Dimezzato il numero dei profughi che l’Oltreserchio deve ospitare: da 40 si passa a 20. In pratica, quelli già presenti nella struttura di Nozzano. Gli altri, destinati a San Macario, per il momento non arriveranno. Ma non è detto che la struttura rimanga inutilizzata. Il proprietario, assieme alle associazioni, valuterà come distribuire i venti attualmente in via di Poggio. Non è escluso che decida di dividerli sui due b&b per avere nuclei più piccoli e meglio gestibili. Vedremo.
Un punto per il Comune. Per il momento l’unica cosa certa è che l’amministrazione di Lucca vince il braccio di ferro con la prefettura. L’incontro decisivo è avvenuto ieri a palazzo Ducale: «Dopo un ampio e articolato esame della situazione – si legge in un comunicato congiunto – Comune e prefettura hanno convenuto di proseguire nella collaborazione che ha consentito fin qui di ospitare su tutto il territorio cittadino oltre 100 profughi. Nello specifico, per quanto riguarda i 40 profughi destinati alle strutture già individuate nella zona dell'Oltreserchio, l'assessore Antonio Sichi ha confermato la contrarietà dell'amministrazione comunale alla soluzione presa, pur riconoscendo l'esigenza della prefettura di decongestionare la tensostruttura della Cri in via delle Tagliate. La soluzione condivisa da Comune e prefettura prevede quindi di portare a 20 il numero delle persone ospitate all'interno degli agriturismo di Nozzano e San Macario, mentre per gli altri 20 profughi – conclude la nota – l'amministrazione comunale si è detta favorevole a lavorare in accordo con la stessa prefettura per dare una risposta che in tempi congrui vada nella direzione di una più equa distribuzione sul territorio».

Tempi di permanenza. L'assessore Sichi è pienamente soddisfatto dell’esito dell’incontro. Lo strappo operato dalla prefettura, che con l’ultimo bando aveva assegnato 40 posti in Oltreserchio, aveva colto di sorpresa il Comune, mandando su tutte le furie il sindaco Alessandro Tambellini. Ora lo strappo pare ricucito: «Fino ad ora il nucleo più ampio sul nostro territorio è quello di Sant’Anna: 16 profughi su una popolazione di 9.000 abitanti. Una proporzione ancora ragionevole, ma è chiaro che mandarne 40 in Oltreserchio, dove ci sono piccole comunità, significava rompere quell’equilibrio che fino ad oggi abbiamo mantenuto. La scelta di riportare il numero a 20 mette le cose a posto. Ora sarà il gestore delle strutture a decidere come distribuirli tra San Macario e Nozzano».

Un aspetto che interessa ai cittadini e che ancora non è stato ben approfondito è quello che riguarda i tempi di permanenza di queste persone nei centri di accoglienza. «Dovrebbero rimanere per circa un anno – spiega Sichi – Questo è in media il tempo necessario per ottenere una risposta alla richiesta di asilo politico. Non ci saranno turnazioni: le persone attualmente ospitate dovrebbero rimanere fino al completamento dell’iter burocratico. A meno che non se ne vadano spontaneamente, del resto non sono in prigione e non possiamo trattenerli a forza. Dopo cosa succederà? Mi auguro che tra un anno l’emergenza sia cessata e si possa tornare alla normalità. Ma dipende dal governo e dall’Europa, non da noi».

Attività. A occuparsi dei 20 ragazzi di Nozzano è la cooperativa Odissea. Il presidente Valerio Bonetti, ci spiega come vengono seguiti: «Nei primi sei mesi di permanenza – dice – facciamo essenzialmente tre cose: attività legale per la preparazione delle richieste di asilo, corsi di italiano (10-12 ore a settimana) e progetti di impegno civico per avvicinarli alla popolazione e rendere utile la loro presenza sul territorio. A Nozzano queste attività prenderanno avvio la prossima settimana: si tratta di iniziative da svolgere su base volontaria (pulizia strade, taglio dell’erba, ecc) che prevedono anche una piccola assicurazione in caso di infortuni: i soldi sono messi a disposizione da un fondo Inail, grazie a un accordo con la Regione. I ragazzi di Nozzano si rendono conto che sono stati catapultati qui da un giorno all’altro e capiscono le preoccupazioni della gente. Per questo hanno voglia di rendersi utili per farsi ben volere dalla popolazione».

Chi valuta le richieste di asilo. Bonetti ci spiega meglio come funziona la domanda di asilo: «Questi ragazzi staranno qui fino all'audizione della Commissione territoriale di Firenze – spiega – l'ente deputato a verificare i requisiti per la richiesta di protezione internazionale che loro hanno presentato in questura in questi giorni. Quanto ci vorrà? Da 6 a 18 mesi, ricorsi compresi. I tipi di protezione accordati sono tre: internazionale, sussidiaria e umanitaria. Variano per durata e motivazioni. Il governo è stato costretto ad aumentare le commissioni (da 20 a 40, ndr) visto l’alto numero di richieste. Se il cittadino ottiene l’ok può lasciare la struttura, circolare liberamente e trovarsi un lavoro. Quelli che non vogliono rimanere in Italia, invece, se ne vanno prima ancora di avviare le pratiche».

@Parrini77

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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