La manifestazione
Ritorna il fuoco a Massa Macinaia
Rogo nello stesso luogo di lunedì scorso. Per gli inquirenti si tratta di una “ripartenza” spontanea e non dolosa
LUCCA. In tarda serata gli inquirenti tirano un respiro di sollievo. L’incendio che ieri mattina alle 5,40 ha distrutto circa mezzo ettaro di superficie a Massa Macinaia non è da attribuire a nuovo piromane in azione a 72 ore dall’arresto del minorenne a cui il Corpo Forestale ha attribuito una decina di incendi di origine dolosa. A far ripartire le fiamme sono state le radici non ancora carbonizzate di alcuni arbusti di pino mediterraneo. In sostanza siamo di fronte a un incendio sotterraneo o ipogeo che dir si voglia. Che scaturisce quando il fuoco riesce a penetrare nel terreno attraverso le radici però senza fiamma e con poco fumo. Quindi sono visibili ad occhi nudo soltanto le buche con le braci. E in questi casi il pericolo più grave è che da sotto il terreno, quando la radice riaffiora, possa ripartire un incendio. Rogo difficile da individuare e spegnere nell’immediatezza visto che la combustione è lentissima. Questa la spiegazione, decisamente plausibile, dopo un accurato controllo conclusosi nel tardo pomeriggio nell’area in questione interessata ai roghi degli ultimi mesi.
Telecamere e inneschi. D’altronde appena le squadre antincendio hanno terminato il loro lavoro - controllando le fiamme alimentate dal vento, e spegnendo con l’ausilio di alcuni lanci d’acqua e di liquido ritardante dall’elicottero che è stato impiegato - domando l’incendio poco dopo le 11 sono iniziati i controlli degli uomini del Corpo Forestale diretti dal comandante Maurizio Folliero. È stata percorsa l’intera zona interessata alla ricerca di inneschi o materiale riconducibile alla presenza di un piromane e sono state visionate le immagini delle telecamere dislocate nell’area boschiva di Massa Macinaia flagellata dai roghi opera del giovane incendiario. Ma non sono state trovati detonatori per l’accensione dei fuochi, taniche, accendini, fiammiferi o sigarette. E dai filmati non si scorge presenza umana che non sia quella, una volta scoppiato il nuovo rogo, di pompieri, volontari e mezzi dei vigili del fuoco. Niente piromane quindi. A meno che non si tratti di un fantasma che si aggira nei boschi. Da escludere categoricamente anche la fantasiosa ipotesi che il giovane piromane fosse tornato in azione. Vero che il minorenne per ragioni tecnico-giuridiche non è ancora stato trasferito alla comunità di recupero a cui è stato assegnato. Ma è stato appurato che non si è mosso dall’abitazione dei genitori.
La ripresa delle fiamme. I rilievi per avere la certezza della causa sono proseguiti sino al tardo pomeriggio quando la Forestale è giunta a concludere che si trattava di una ripresa dell’incendio di tre giorni prima. Occhio però: la vegatazione secca, il vento e le temperature ancora elevate sono condizioni favorevoli alla ripresa degli incendi. Astenersi quindi da qualsiasi attività di abbruciamento peraltro perseguibile e sanzionabile.
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