Sicurezza
«Abbiamo paura che sia un altro piromane»
Rabbia dei residenti della zona del Compitese dopo l’ennesimo rogo. Bove: «Fiducia nelle indagini»
LUCCA. Torna la paura tra i residenti della zona del Compitese, che ieri mattina, affacciandosi alle finestre delle loro case, per la decima volta dall’inizio di giugno, hanno visto i monti invasi dalle fiamme. L’aria fresca delle 6 del mattino era già intrisa dall’odore di fumo e quel rumore che speravano di non sentire così presto, quello del’elicottero che vola sulle loro teste, era invece tornato a svegliarli. «La nostra paura - dicono i residenti della zona - è che ci sia un altro piromane». A creare incredulità negli abitanti di Massa Macinaia, ma anche di Sant’Andrea di Compito e di Pieve è che, a pochi giorni dal fermo di un ragazzo di 17 anni accusato di essere il responsabile dei roghi di quest’estate, i monti abbiano ricominciato a bruciare. «Visto che il presunto piromane è stato preso pensavamo che non ci sarebbero più stati problemi - dice una volontaria della Misericordia di Massa Macinaia e San Giusto - e invece rieccoci davanti a un altro incendio». C’è rabbia tra gli abitanti di queste piccole frazioni immerse nella natura, che ora torna a essere aggredita con un altro mezzo ettaro andato in fumo. «Sono anni che la zona del Compitese - racconta Brunetto Masini di Pieve di Compito - viene colpita dagli incendi. Da due anni però, ogni estate, è così. Io non so se è stato di nuovo il ragazzino fermato o meno ma certo questa situazione deve essere risolta». Intanto ieri, sul luogo dell’incendio, c’è stato anche un sopralluogo da parte del vicesindaco di Capannori, Lara Pizza, e dell’assessore alla protezione civile, Gabriele Bove che, insieme agli uomini della Forestale, hanno perlustrato la zona, la stessa presa di mira nelle settimane precedenti. «Abbiamo fiducia nelle indagini - dichiara l’assessore Bove - e stiamo pensando, di fronte all’ennesimo episodio, di potenziare la vigilanza sul territorio, anche se non dobbiamo dimenticare quanto sia importante la prevenzione». Tra le idee che si sono fatte largo negli ultimi tempi, c’è anche quella di provare a utilizzare, per il controllo dei boschi, i ragazzi impegnati nel servizio civile, ma si tratta al momento solo di un’ipotesi. Certo è che non si può abbassare la guardia.
(f.s.)
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