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Lucca

Quell’altare da spostare che divide prete e fedeli

Quell’altare da spostare che divide prete e fedeli

Diatriba a Villa per la scelta del parroco di rifare l’intera area presbiteriale. La Sovrintendenza ha dato l’ok, ma il Comune ha bloccato i lavori

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VILLA COLLEMANDINA. Non spostate quell’altare. Alcuni parrocchiani contro il parroco, il Comune che sospende, ed ecco che a Villa Collemandina sembra di vivere una storia tratta da un libro di Guareschi. La diatriba riguarda l’altare della chiesa dei SS. Sisto e Margherita di Villa Collemandina. Una storia che sembrava essersi conclusa quindici anni fa, quando la sovrintendenza per i beni ambientali, storici e artistici aveva definitivamente bocciato, giudicandolo come peggiorativo, il progetto del parroco di togliere l’antico altare in marmo dall’impianto originario per spostarlo in avanti. Invece, durante le funzioni religiose di agosto è stato annunciato che le stesse avrebbero potuto subire variazioni di orario in quanto, nei prossimi giorni, sarebbero iniziati i lavori di intervento sull’altare.

«Così la comunità ha scoperto che il progetto non è mai stato abbandonato – spiega Fernando Casali, portavoce di alcuni parrocchiani – anzi, ottenuto inaspettatamente e frettolosamente il via libera da parte della stessa Sovrintendenza che solo quindici anni prima lo aveva negato, stava quasi per trasformarsi in realtà».

Così è entrato in scena anche il Comune che ha imposto una sospensiva in attesa di un chiarimento tecnico. Ed i parrocchiani che si sono riuniti e detti disponibili a sostenere la spesa per un nuovo altare fisso, lasciando inalterato quello antico. Insomma, Monsignor Giuseppe Dini sembra aver suscitato la reazione della comunità di Villa per l’intervento proposto. Il piano di rifacimento prevede la destrutturazione dell’area presbiteriale, composta dalla mensa eucaristica in marmi policromi del XVIII secolo inserita in una pregiata opera lignea risalente al XVI secolo e attribuita al Civitali. L’altare verrebbe rimosso dalla sua posizione attuale per essere trasferito qualche metro più avanti, al di sopra di una pedana costruita ex novo che andrebbe a coprire l’antico pavimento a scacchiera. Nella cavità che verrebbe a crearsi al posto dell’altare, al di sotto del trittico, don Dini vorrebbe collocare una pala in legno «appartenente ad un periodo successivo – prosegue Casali - non è la prima volta che la comunità subisce decisioni prese dal parroco in totale autonomia. Nella stessa chiesa, in questi ultimi anni, sostanziali trasformazioni hanno interessato la balaustra, il fonte battesimale e due altari in legno, tutti eliminati». La vicenda lascia aperti molti interrogativi: resta ancora da comprendere la contraddittorietà delle valutazioni della Sovrintendenza. «Ma quelli che restano oscuri sono soprattutto i perché di questa inamovibile risoluzione – chiude Casali – che non è né un restauro né un miglioramento ma solo una modifica di dubbio gusto».

Luca Dini

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