Il Tirreno

Lucca

«Aveva bevuto troppo e lo abbiamo allontanato»

di Luca Tronchetti
«Aveva bevuto troppo e lo abbiamo allontanato»

Il racconto di una dipendente del ristobar «Le nipoti di Frak» a San Concordio dove aveva passato la serata l’automobilista che ha investito e ucciso il lavapiatti

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LUCCA. «Era così ubriaco che a un certo punto è crollato a terra due volte all’interno del locale. Quando lo abbiamo aiutato a rialzarsi e si è avvicinato al bancone per chiedere un altro bicchiere abbiamo rifiutato di somministrargli altra sostanze alcoliche e lo abbiamo invitato ad andarsene a dormire a casa per farsi passare la sbronza». A parlare così alla polizia una delle dipendenti del ristobar «Le Nipoti di Frak» in via Guidiccioni a San Concordio che trascorsa la mezzanotte di domenica 16 agosto ha visto Claudio Andreoni, 32 anni, di S. Lorenzo a Vaccoli, perito informatico, decisamente su di giri all’interno del locale dove lavora. È una dei testimoni che conferma che l’investitore di Achille Bianchini, 56 anni, domiciliato a Massarosa e residente a Tresana, al momento di salire sulla sua Polo non era lucido. Come poi lui stesso ha dichiarato durante l’interrogatorio alla polizia stradale una volta costituitosi nel pomeriggio di lunedì. È anche perchè non si reggeva in piedi ha deciso di percorrere la via di Vorno per arrivare a casa evitando un tratto più transitato con il rischio di trovare una pattuglia delle forze dell’ordine intenta al controllo stradale.

Omissione di soccorso. Oltre all’omicidio colposo la procura pare intenzionata a chiedere per il giovane automobilista il rinvio a giudizio anche per l’omissione di soccorso. Ma lo sfortunato lavapiatti che lavorava in prova alla birreria «Lowengrube» si sarebbe potuto salvare se fosse stato immediatamente soccorso dal perito informatico? A giudicare dall’esame esterno del cadavere - effettuato per conto della procura dal medico legale dell’Asl, Stefano D’Errico - il gravissimo trauma cranico e le lesioni interne non avrebbero dato scampo a Bianchini nemmeno se l’automobilista, accortosi di aver investito una persona, fosse sceso e avesse telefonato immediatamente alla centrale operativa del 118. Inoltre, per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza, in assenza di test dell’etilometro effettuato nell’immediatezza del sinistro la contestazione dell’aggravante rischia di essere vanificata proprio per la mancanza di dati oggettivi. Nessuno potrà mai sapere il tasso di alcol nel sangue del conducente della Polo visto che dopo qualche ora dall’ingestione l’effetto perde efficacia.

Immagini sequestrate. Dalle immagini riprese dalle telecamere di una villetta e in possesso della polstrada si vede l’auto che transita e investe qualcuno senza fermarsi. Per capire meglio la dinamica non è da escludersi la nomina di un consulente tecnico da parte del pm.

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