Finanza
Arresto violento, il carabiniere paga
L’appuntato ha risarcito 3.500 euro all’uomo che era stato trovato a rubare in un capannone a Capannori
LUCCA. Il carabiniere paga e adesso attende con fiducia il giudizio della Corte d’Appello che potrebbe giungere entro la fine del 2015. La storia dell’appuntato scelto - recentemente premiato durante la festa dell’Arma per un gesto eroico compiuto molti anni fa - condannato per lesioni e obbligato a risarcire il danno al ladro sorpreso a rubare in un capannone giunge alla conclusione più logica. Nel giugno scorso, dopo un tira e molla durato sei mesi, il militare ottempera alla sentenza del giudice del tribunale di Lucca e versa al tunisino autore del furto avvenuto il 13 settembre 2011 all’interno di una cartiera dismessa in via di Carraia a Capannori la provvisionale immediatamente esecutiva indicata dal giudice: 3500 euro più 200 euro di spese legali. In tutto 3700 euro. Quel denaro utilizzato proviene dai 9158 euro e 56 centesimi raccolti dal sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti, che si era subito schierato dalla parte dell’esponente delle forze dell’ordine impegnandosi ad aprire un conto corrente all’agenzia di Altopascio del Banco Popolare per raccogliere fondi in favore dell’appuntato. A metà maggio il primo cittadino aveva girato l’importo al carabiniere che con quella somma ha potuto adempiere tranquillamente alle statuizioni civili. Anzi ha potuto godere di ulteriori 5400 euro che in parte avrà impiegato per le altre spese di giustizia.
In teoria l’esponente dell’Arma, pluridecorato per il suo lavoro anche in missioni all’estero, avrebbe dovuto versare la provvisionale di 3500 euro (7500 era il risarcimento complessivo stabilito dal giudice) già il 10 novembre 2014 dopo la lettura del dispositivo o al massimo 90 giorni se, legittimamente, avesse voluto leggere le motivazioni depositate dal giudice. Invece dal momento della sentenza sono trascorsi otto mesi prima di convincersi a versare la somma prevista.
Anche perchè, se non l’avesse fatto, la conseguenza immediata sarebbe stata un’azione esecutiva ed entro la fine di giugno sarebbe incorso in un atto di precetto: un’intimazione volta a far adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo. Un’esecuzione forzata che avrebbe potuto tradursi, senza l’intervento provvidenziale della raccolta fondi voluta dal sindaco Marchetti, in un pignomento mobiliare o immobiliare o di un quinto dello stipendio.
Adesso che l’appuntato scelto ha rispettato in pieno la sentenza di primo grado attende con trepidazione la sentenza d’Appello al tribunale di Firenze. In primo grado era stato condannato a sei mesi di reclusione e al risarcimento del danno per l’arresto ritenuto violento del tunisino sorpreso a rubare. Il processo non è stato ancora fissato, ma probabilmente slitterà al massimo nel primo semestre del 2016. Il carabiniere è fermamente convinto di avere agito nel rispetto della legalità e che quell’arresto si era svolto secondo i criteri stabiliti. E nel caso di ribaltamento della sentenza e di assoluzione dovrà riavere indietro la provvisionale immediatamente esecutiva che ha versato al tunisino che aveva arrestato. Extracomunitario che, è bene ricordare, lo stesso giudice che ha condannato il carabiniere aveva condannato a 18 mesi di reclusione per il tentato furto di fili di rame da una delle bobine ammassate all’interno della cartiera dismessa.
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