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Anche una raccolta di fondi per aiutare il militare

Anche una raccolta di fondi per aiutare il militare

LUCCA. Una vicenda che aveva provocato divisioni tra chi si schierava a prescindere dalla parte del tutore della legge e chi, leggendo la sentenza, trovava ineccepibile la decisione del giudice...

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LUCCA. Una vicenda che aveva provocato divisioni tra chi si schierava a prescindere dalla parte del tutore della legge e chi, leggendo la sentenza, trovava ineccepibile la decisione del giudice Carlo Annarumma, uno dei magistrati più esperti del tribunale. Anche la politica era scesa in campo con interrogazioni parlamentari e con il sindaco Maurizio Marchetti che si era mobilitato a sostegno del militare.

I fatti. La storia trae origine da un arresto in flagranza avvenuto 4 anni fa. Un tunisino con precedenti penali specifici venne sorpreso a rubare in una cartiera abbandonata. Due carabinieri della stazione di Capannori lo bloccano e attuano le procedure previste mettendolo nelle condizioni di non nuocere. A quel punto uno dei militari esce per verificare se fuori dal capannone ci siano dei complici e per informare la centrale dell’arresto avvenuto. Il tunisino è accusato di tentato furto e non di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Passano 8 minuti e il carabiniere uscito rientra nel capannone dove il collega - l’appuntato scelto condannato per lesioni colpose - si trova a guardia del ladro che viene portato in caserma a Capannori. Lì il nordafricano accusa un malore: presenta lesioni al collo sostenendo di essere stato trascinato con le guaine di rame dal carabiniere e poi percosso. Nei giorni successivi viene condannato per tentato furto con rito direttissimo. Il magistrato di turno fa ascoltare dalla pg dei carabinieri l’immigrato sulle modalità della cattura. Viene nominato anche un medico legale per stabilire se le lesioni riportate dall’immigrato, giudicato guaribile in 3 settimane, sono riconducibili alle modalità dell’arresto. La pg ascolta anche l’appuntato che sostiene di aver tenuto solo a bada il ladro che era agitato e lui si era difeso nella collutazione. Non si capisce perché non l’abbia denunciato per resistenza e lesioni. L’immigrato si costituisce parte civile in giudizio e il giudice alla fine condanna il carabiniere. (l.t.)

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