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Lucca

Piero, che nella tragedia trovò l’amore

Piero, che nella tragedia trovò l’amore

Il titolare del negozio di musica “Pietrasanta” si è sposato con una delle volontarie

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LUCCA. «La sera prima avevo giocato a pallone con degli amici, il giorno dopo non c’erano più. Quel maledetto terremoto me li aveva portati via». Partono da questa immagine drammatica i ricordi di Piero Azzola, nato a Venzone 56 anni fa e che ora vive e lavora a Lucca nel negozio di musica in via Nottolini, insieme alla moglie Anna Maria Pietrasanta, una dei “ragazzi di Lucca”. I due si sono conosciuti dopo il sisma, quando la giovane Anna Maria andava nel piccolo paese friulano a dare una mano e da allora sono sempre stati insieme. «I ragazzi di Lucca facevano parte della diocesi della città - racconta Piero - ma venivano anche dalla zona della Piana. Fino al 1980 ogni estate passavano un periodo a Venzone e con alcuni di loro ho mantenuto ancora oggi buoni contatti».

Parroci e giovani appena maggiorenni partirono da Lucca ma anche da Antraccoli o da Segromigno per portare il loro aiuto alle popolazioni terremotate. I primi gruppi si occuparono soprattutto di dare una mano nella ricostruzione e nel consolidamento delle strutture, poi col passare del tempo le attività dei ragazzi di Lucca si concentrarono nell’ambito del sociale.

«Ricordo che alcuni di loro aiutavano i bambini, altri invece si occupavano dell’assistenza agli anziani. Tra questi c’erano ad esempio il dottor Ferroni, che ha l’ambulatorio analisi a Sant’Anna - racconta Piero Azzola -.ma anche Nello Mei, titolare della concessionaria Range Rover a San Filippo. Poi c’erano diversi preti come ad esempio don Galli, parroco di Antraccoli e don Sirio Valoriani, parroco di San Paolino».

Tutte persone che aiutarono gli abitanti di Venzone e delle piccole frazioni di Carnia e Portis, a rialzarsi da quel terrivile terremoto del ’76 che in quell’area distrusse tra il 60 e il 90 per cento degli edifici provocando la morte di una quarantina di persone. «Vorrei tornare a casa prima dell’anniversario del terremoto perché ormai sono tre anni che per motivi di lavoro non riesco ad andarci. Il prossimo 6 maggio però sono sicuro che ci sarò - aggiunge Piero Azzola - come c’ero 40 anni fa».

(f.s.)

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