Il Tirreno

Lucca

TENDONE IN PIAZZAle ARRIGONI

Nei guai la società committente

Nei guai la società committente

Contravvenzione per aver eseguito i lavori senza autorizzazione

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LUCCA. Il legale rappresentante della società committente che realizzò pochi giorni prima del 21 giugno scorso il tendone in piazzale Arrigoni che ospitò lo spettacolo del Cirque du Soleil è indagato dalla procura della Repubblica con l’accusa di aver eseguito l’opera in assenza di autorizzazione. In pratica, in base alla denuncia della polizia municipale, la società avrebbe violato l’articolo 181 del decreto legislativo 42 del 2004. Tradotto: una contravvenzione paesaggistica. La legge infatti stabilisce che chiunque, senza la prescritta autorizzazione o in difformità di essa, esegue lavori di qualsiasi genere su beni paesaggistici è punito con una sanzione che va da 5164 a 526 euro. La rimessione in pristino delle aree o degli immobili soggetti a vincoli paesaggistici da parte del trasgressore, prima che venga disposta d'ufficio dall'autorita' amministrativa, e comunque prima che intervenga la condanna, estingue di fatto il reato penale. Al momento quindi l’indagato rischia una semplice sanzione amministrativa.

La polemica. Il caso del tendone da circo montato in piazzale Arrigoni, tra le Mura e l’abside del duomo di S. Martino aveva suscitato ironia sui social e proteste politiche. Era stato realizzato per il "Gala night" di mercoledì 24 giugno: 400 commensali avevano partecipato a una cena a invito, con spettacoli degli artisti del Cirque du Soleil, nell'ambito di "It's Tissue", l'evento che aveva portato a Lucca il gotha del settore cartario. Il Comune aveva accettato l’installazione per evitare che l’evento finisse altrove, ma sull’invasività della location si erano pronunciati i partiti dell’opposizione (con in testa il Movimento 5 Stelle) e il patron del Summer Festival, Mimmo D’Alessandro a cui la Soprintendenza aveva vietato di apporre dei banner molto meno invasivi fuori dalle Mura.

La norma. Il punto, a livello giuridico, è però un altro che va al di là dell’estetica e dell’opportunità. Chi ha montato il tendone - la società privata - avrebbe dovuto ottenere autorizzazione paesaggistica (rilasciata dalla Soprintendenza) che invece inizialmente non ha richiesto (salvo poi farlo in sanatoria). Con il ripristino dell’area soggetta a vincolo (piazzale Arrigoni) il reato penale viene estinto e rimane quindi la sanzione pecuniaria.(l.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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