Attenzione
In venti trovano casa nel b&b di lusso
Piscina (per ora vietata) e prati verdi nella struttura di Nozzano, ma la presenza dei nuovi ospiti preoccupa i residenti
NOZZANO. La piscina è stata recintata e l’accesso interdetto, per paura che qualcuno vada a fare il bagno. «Non vorremmo uscissero frasi strane, come si sono sentite e lette in questi giorni», dicono i proprietari. Come se una piscina potesse segnare il confine tra ciò che è e non è sopportabile. Ma tant'è. Proseguendo con lo sguardo, si nota il giardino che abbraccia su tre lati la casa, ma dei venti ragazzi richiedenti asilo arrivati tre giorni fa neanche l'ombra. Soltanto in due si affacciano e subito rientrano nella struttura.
Ecco il b&b “La Bella Vista” di Nozzano Castello, nuovo di zecca, che sorge in via di Poggio, proprio davanti all'argine del fiume Serchio. Ecco la struttura, gestita insieme all'altro b&b di via delle Gavine a San Macario in Piano dalla Giamì Immobiliare, che ha dato la propria disponibilità per accogliere 20 richiedenti asilo, rispondendo positivamente alla manifestazione d'interesse pubblicata dalla Prefettura di Lucca nel mese di giugno. Una novità che non è passata inosservata e che sta destando polemiche e preoccupazioni. Quest'ultime soprattutto da parte dei cittadini che vivono a due passi dal bed&breakfast, dispiaciuti di non essere stati avvertiti per tempo e tantomeno coinvolti nell'operazione. «Non c'è che dire, hanno ragione – ripete l'assessore Antonio Sichi – Come amministrazione avremmo voluto fare le cose in modo diverso; si era detto di aspettare settembre prima distribuire altri migranti sul territorio comunale, prima c'era da sentire e sensibilizzare i comuni che non stanno dando una mano nell'accoglienza. Siamo contrari a quel numero, perché venti persone tutte insieme nella solita struttura cominciano a diventare difficili da gestire e poi, soprattutto, avremmo preferito la strada della concertazione. Non è un caso che i malumori dei cittadini siano emersi solo questa volta: per tutte le altre situazioni, quando cioè il Comune ha agito in prima persona di concerto con la Prefettura e con le associazioni del sociale, si è seguita una procedura precisa, che è sempre iniziata con un confronto/incontro aperto e preparatorio insieme ai residenti delle singole zone».
La situazione a Nozzano si è fatta imprevista anche per gli stessi proprietari della struttura, che non immaginavano tanto clamore. Preferiscono non rilasciare dichiarazioni, perché hanno paura di essere mal interpretati, ma assicurano che la loro idea è sempre stata quella di far del bene, di mettersi a disposizione.
Senza dimenticarsi, è ovvio, anche dell'aspetto economico e imprenditoriale, che vede, a questo punto, il bed&breakfast al completo per almeno un anno. Una struttura nuovissima, aperta due mesi fa, che non ha mai ricevuto turisti, perché avendo partecipato al bando della Prefettura, l'immobiliare ha preferito aspettare prima di aprirla al pubblico. E infatti il pubblico è arrivato.
Non sono olandesi, americani o inglesi, ma ragazzi giovani, a volte giovanissimi, in maggioranza originari dell'Africa sub-sahariana, con la mente ancora piena di paura. L'immobiliare mette a disposizione la struttura (camere, pocket money, vestiti e cibo), mentre a seguirli da un punto di vista culturale e per le attività da svolgere sarà la cooperativa sociale “L'Odissea”, impegnata da tanto tempo nell'accoglienza e nell'integrazione dei migranti. Per ora la struttura di via delle Gavine (l'altra gestita dalla Giamì) è vuota e a questo punto non è più sicuro che venga utilizzata per gli altri venti richiedenti asilo. Questa mattina, infatti, i proprietari dell'immobiliare incontreranno la giunta comunale per trovare una soluzione concordata soprattutto nella gestione di queste persone. «Faremo in modo di ricucire con il territorio di Nozzano e di coinvolgere subito questi ragazzi in attività utili per la zona – conclude Sichi – Per le altre strutture attualmente è tutto fermo».
Per cercare di favorire l’inserimento dei profughi presenti sul territorio lucchese, da settembre l’amministrazione ha intenzione di impiegarli in lavori di “impegno civico”: pulizia di strade, giardini e altre cose di questo genere. L’adesione al progetto avverrebbe su base volontaria e con la compartecipazioni delle associazioni. La Regione ha stanziato anche dei fondi per assicurare i lavoratori che vi prenderanno parte.
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