Attenzione
I sindaci no-profughi in guerra col prefetto
Marchetti: «Se privati o associazioni del territorio danno la disponibilità ad accogliere i migranti sono pronto a fare un’ordinanza che vieta l’alloggio per ragioni di ordine pubblico»
LUCCA. Si annuncia una guerra a colpi di ordinanze e decreti tra i sindaci del fronte no-profughi e la prefettura di Lucca, che ieri ha ventilato l’ipotesi di requisizione forzata degli immobili nei Comuni che non offrono ospitalità ai migranti. Il giorno dopo, i vertici delle amministrazioni interessate non si scompongono e anzi rilanciano, minacciando provvedimenti che vietano di dare ospitalità ai migranti per motivi di ordine pubblico. Il più battagliero è Maurizio Marchetti, sindaco di Altopascio. «La minaccia di requisizioni da parte del prefetto? Misura eccessiva – dice Marchetti – ma sapremo rispondere». Il Comune di Altopascio ha una popolazione di quasi 16mila abitanti e secondo il parametro indicato dalla Regione (un profugo ogni 600 abitanti), dovrebbe accogliere 26 migranti. «Al momento non ne abbiamo nessuno – spiega Marchetti – Il motivo? Semplice, la percentuale di stranieri sul territorio è già vicina al 13%. Mi sembra più che sufficiente. Negli incontri che ho avuto col prefetto, ho parlato molto chiaramente: non siamo disponibili ad accogliere i profughi». A settembre, però, ci sarà un nuovo bando per raccogliere manifestazioni di interesse da parte di privati e associazioni disposti a ospitare i migranti. E al bando potrebbero partecipare anche soggetti di Altopascio: «Al momento nessuno si è fatto avanti col Comune per valutare questa possibilità – dice il sindaco – Ma la nostra contrarietà è nota. In ogni caso, se associazioni o privati del territorio si facessero avanti e venissero scelti dalla prefettura, non mi darò per vinto: annuncio sin da ora che emanerò un’ordinanza che per motivi di ordine pubblico vieta l’ospitalità ai profughi nei locali prescelti. Il prefetto potrà anche revocare l’ordinanza, ma a quel punto daremo vita a una vera e propria guerra tra istituzioni». Marchetti, dunque, non retrocede di un millimetro dalle sue posizioni: «Io sono il responsabile dell’ordine pubblico su questo territorio – conclude – Capisco che il prefetto subisca le pressioni del ministero, ma io devo rendere conto solo ai cittadini che mi hanno eletto».
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Sul fronte del no c’è anche Vittorio Fantozzi, sindaco di Montecarlo (0 profughi accolti contro i 7 previsti), che al momento non ha aperto le porte ai profughi: «L’ipotesi delle requisizioni fa capire che forse siamo di fronte a un’emergenza simile a quella della seconda guerra mondiale, quando le case venivano prese per ospitare gli sfollati. Del resto, da parte della prefettura c’è l’invito a ospitare i profughi, ma non c'è una previsione di contenimento del fenomeno. Si spera solo che a settembre gli sbarchi finiscano per il mare mosso. Ma se così non fosse cosa succederebbe? Ci chiederebbero di ospitarne altri? Credo che il problema vada sciolto a Roma. Renzi ha incontrato la Merkel a Milano, spero gliene abbia parlato. Ordinanze “vieta-alloggio” come Marchetti? No, non ne farò. Quella mi sembra una forma di resistenza soprattutto simbolica: il prefetto ha facoltà di revocare il provvedimento di un sindaco».
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Anche a Piazza al Serchio (0 profughi accolti contro i 4 previsti) il sindaco Paolo Fantoni è sulla stessa linea: «Non abbiamo spazi per ospitarli – dice – Sarei curioso di vedere cosa potrebbe requisire il prefetto: o ci mette fuori dal Comune oppure va dai privati». Fantoni, in qualità di presidente dell’Unione dei Comuni della Garfagnana, invita il prefetto a guardare in altre direzioni. «Il nostro è un territorio di 30mila abitanti – dice – che ospita già un centinaio di profughi, più del doppio di quelli che ci spetterebbero: capisco che possa far comodo fare i conti su base comunale, ma quando si tratta di amministrazioni piccole serve uno sguardo d’insieme. Vadano a bussare in Versilia, noi abbiamo fatto la nostra parte».
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