Il Tirreno

Lucca

Video e intercettazioni incastrano il piromane

di Federica Scintu
Video e intercettazioni incastrano il piromane

Una task force di dieci forestali ha lavorato senza sosta per un mese Poi l’appostamento e il fermo del ragazzo che è accusato di incendio doloso

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LUCCA. C'è un'immagine che è rimasta impressa nella mente degli uomini della Forestale. È quella di un ragazzo che scappa mentre dietro di lui divampano le fiamme, quelle che per l'ennesima volta ha appiccato lui. E pensare che questa stessa scena si è ripetuta per ben nove volte in poco di più di due mesi e sempre nella stessa zona, quella di Massa Macinaia, che oggi si ritrova a fare ci conti con 44 ettari di bosco andati in fumo e un ragazzino-piromane non ancora maggiorenne fermato in flagranza di reato con l'accusa di incendio boschivo doloso, crimine che prevede una pena che va dai quattro ai dieci anni di carcere. Al momento la procura dei minori di Firenze ha disposto l'affidamento del ragazzo in custodia domiciliare ai genitori o ora il gip dovrà decidere se confermare o meno il provvedimento.

Due mesi di fuoco. Facciamo un passo indietro e torniamo al 9 giugno, data del primo incendio che viene attribuito al giovane. In quell'occasione, a Massa Macinaia, andò a fuoco circa un ettaro di pineta. Nello stesso mese un altro rogo, sempre nella stessa zona. A luglio poi ce ne sono stati altri cinque: il più grosso il 27, con 15 ettari andati distrutti. E poi ancora altri due ad agosto: l'ultimo lunedì 17, quando il ragazzino è caduto nella trappola della Forestale. Incendi che hanno avuto un costo complessivo per lo Stato di oltre un milione di euro, ai quali si sommano i danni collaterali, non per questo meno gravi, provocati al territorio e a tutta la comunità.

Intercettazioni e telecamere. Gli incendi prendevano di mira sempre l'area ristretta di Massa Macinaia e fin da subito gli uomini della Forestale hanno capito di avere a che fare con un piromane seriale con una buona conoscenza del territorio, che agiva quasi sempre nella stessa fascia ora, quella compresa tra le 10-11 del mattino e le 16 del pomeriggio. Per questo è stato istituito un gruppo di indagine specifico, al quale hanno preso parte anche gli uomini del nucleo investigativo antincendi boschivi, col compito di occuparsi esclusivamente di questo caso. «Per tutto il mese di luglio - ha dichiarato Maurizio Folliero, comandante provinciale del Corpo forestale - dieci uomini hanno lavorato sul caso riuscendo a ridurre drasticamente il numero dei sospettati anche grazie all'utilizzo delle telecamere dislocate sul territorio ma la svolta c'è stata quando la Procura ha autorizzato le intercettazioni, sia telefoniche che sui social network». Svolta che ha consentito agli inquirenti di ricostruire il quadro della situazione: sapevano i tempi, i luoghi e il modo nel quale il giovane avrebbe potuto agire e così, lunedì pomeriggio, sono riusciti a coglierlo sul fatto. «Per riuscire a prenderlo - ha aggiunto Maurizio Folliero - non potevamo fare altro che provare a prevedere le sue mosse. Ormai sapevamo quando e dove avrebbe agito quindi non abbiamo fatto altro che aspettarlo lì». Soddisfazione per il risultato raggiunto è stata espressa anche dall’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi: «Per noi questa operazione è motivo di orgoglio e la Regione sta lavorando per diminuire il numero degli interventi».

Inneschi e perquisizioni. Nelle aree dove è stato appiccato il fuoco non sono stati trovati inneschi particolari ma, come riferiscono gli uomini della Forestale «con queste temperature è sufficiente usare un accendino per far divampare le fiamme». Subito dopo il fermo è stata perquisita l'abitazione del giovane ma neanche qui sono stati trovati detonatori o altro materiale utilizzato dal ragazzo per appiccare il fuoco. Non pervenuta nemmeno una sua spiegazione sul perché abbia deciso di diventare il ragazzo-piromane.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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