Il Tirreno

Lucca

Fiamme e canadair Nel Compitese finiti 2 mesi di paura

di Arianna Bottari
Fiamme e canadair Nel Compitese finiti 2 mesi di paura

Gli abitanti sono stati spesso costretti a lasciare le case Ora tirano un sospiro di sollievo e pensano al futuro

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LUCCA. Un sospiro di sollievo. Lo hanno sicuramente tirato gli abitanti del Compitese quando, ormai nella tarda serata di lunedì, si è diffusa tra i paesi della zona sud di Capannori la notizia dell’arresto del giovanissimo piromane che per settimane ha tenuto in scacco le forze dell’ordine e terrorizzato un’intera comunità.

Che le voci tra i paesi di San Giusto, Massa Macinaia e Sant’ Andrea di Compito si rincorressero da tempo sull’identità del piromane non è un mistero. Proprio da quella zona, infatti, erano arrivate le prime segnalazioni e sempre lì i residenti si erano organizzati per chiedere controlli più serrati sul territorio, per prevenire i roghi e, allo stesso tempo, arrivare alla cattura del colpevole. Settimane di passione quelle appena trascorse per chi ha visto bruciare, ettaro dopo ettaro, i boschi che stavano iniziando a riprendersi dagli incendi degli anni passati. Con il fuoco quasi ogni giorno a pochi metri dalle case, dagli uliveti e dagli orti, costretti a lasciare le abitazioni e con il costante rumore degli elicotteri e dei canadair nelle orecchie, gli abitanti del Compitese non si sono dati per vinti e hanno iniziato a raccogliere firme, organizzato un incontro pubblico con le l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine, aiutato come potevano nella prevenzione.

La sottoscrizione che accompagna un documento con il quale si chiede maggiore vigilanza è stata appena protocollata in municipio a Capannori e inviata anche ai vigili del fuoco, alla polizia provinciale e alle forze dell’ordine in generale. «Con l’arresto del piromane – dicono gli organizzatori – non deve calare l’attenzione e, soprattutto, c’è bisogno di prepararsi per l’anno prossimo, per evitare che i boschi ricomincino a bruciare». Le richieste contenute nel documento sono chiare: cooperazione tra volontari, vigili del fuoco e forze dell’ordine, intensificazione delle attività di vigilanza in tutto il Compitese, programma di prevenzione degli incendi boschivi. Il Comune di Capannori ha promesso aiuto, la polizia provinciale (il cui futuro è però incerto) anche. Le forze dell’ordine già nei giorni scorsi, in risposta alle sollecitazioni arrivate dai residenti, avevano intensificato la presenza sul territorio.

Così, quando lunedì il cerchio si è chiuso attorno al giovane, è partito il tam-tam nei bar come sui social network. In molti si augurano che il ragazzo venga punito, altrettanti si dicono scettici sulla “punizione” e invocano il coinvolgimento della famiglia. Un pensiero accomuna tutti e lo riassume così Laura Giovannetti sulla pagina Facebook del Comitato paesano di Pieve e Sant’ Andrea di Compito: «Era l’ora (che lo prendessero, ndr), così non distruggerà più le nostre belle colline».

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