Attenzione
Via tutti i risparmi dalle Poste
Gli abitanti pronti a trasferire altrove i propri depositi se verrà chiuso l’ufficio di Mologno
MOLOGNO. Se Poste Italiane, a dispetto dei numeri e delle richieste della gente, insisterà sulla linea dell'intransigenza e chiuderà lo sportello di Mologno, circa duecento titolari di conto corrente e libretti di deposito sono pronti a ritirare i loro risparmi e rivolgersi altrove.
Non è una ipotesi, ma quanto è emerso ieri mattina dalla partecipata manifestazione nata spontaneamente pochissimi giorni fa, e che col tam tam "porta a porta" ha portato in piazza della Stazione un centinaio di utenti di tutte le fasce d'età.
La gente, libretti postali in mano, ha promesso che il prossimo 8 settembre, se Poste Italiane continuerà con la linea di intransigenza, saranno chiusi conti correnti e libretti di risparmio, stimati in circa 280 tra i correntisti delle frazioni di Mologno e San Pietro in Campo.
«Togliere l’ufficio postale rappresenta per la nostra comunità un passo indietro per lo sviluppo ed il benessere della collettività - afferma uno dei promotori della manifestazione -. Non siamo disposti ad accettare passivamente questa decisione di Poste Italiane , e stavolta, se l'azienda farà orecchie da mercante, noi faremo seguire i fatti».
Il tempo stringe, e Poste Italiane ha già provveduto a disdire i contratti di affitto per gli sportelli di Barga e Castelvecchio Pascoli.
Il sindaco Marco Bonini, che ha partecipato al sit in assieme al consigliere comunale Francesco Consani e altri membri di giunta, stavolta non è più disposto a fare sconti: «l comune più importante della Valle del Serchio si troverebbe a disporre dei soli due uffici di Barga e Fornaci, e questo non è proprio accettabile - afferma -. E il 31 agosto prossimo, dopo una lettera di protesta mandata a Regione Toscana, Anci, Uncem e i vertici di Poste Italiane, avrò un incontro a Firenze con la direzione regionale di Poste Italiane, e ho una proposta fattibile da porre all'attenzione».
Proposta che si traduce nell'apertura a giorni alterni degli uffici di Barga e Castelvecchio, risparmiando sui costi del personale e quindi garantire il pagamento delle pensioni e i servizi di sportello.
«A Mologno ogni giorno vengono registrate mediamente 183 operazioni - afferma un cittadino -, numeri altissimi che quindi non giustificano questi tagli indiscriminati e arbitrari».
Lo sportello postale di Mologno, di fatto, è un distaccamento di quello di Barga, e quindi l'eventuale chiusura porterebbe solo disagi su disagi, in quanto l'ufficio centrale di Barga Giardino sarebbe gravato da un ulteriore carico di lavoro, e soprattutto, lasciando l'attuale apertura mattutina, non farebbe altro che scoppiare.
Nei mesi scorsi, furono racconte su tutto il territorio comunale oltre duemila firme, ma non è servito a nulla, perché l'azienda ha annunciato il taglio dei servizi, che potrebbe avere conseguenze nefaste.
«Se chiudono le poste, si rischia di perdere anche altri servizi di prossimità come la biglietteria o attività commerciali, che in qualche modo traggono vantaggio da questo sportello»
Se dovesse accadere, anche Bonini sa già quale sarà la strada obbligata: «Se le cose non dovessero mutare anche noi ci troveremo costretti ad assumere nei confronti di Poste iniziative come quelle annunciate dalla popolazione di Mologno».
Insomma la mobilitazione di abitanti e istituzioni procede con l’obiettivo preciso di far recedere Poste Italiane dal proposito di tagliare l’ufficio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google