Sicurezza
Migranti in due B&b Sindaco contro prefetto
Tambellini: «Non sono d’accordo con le decisioni prese dall’ufficio del governo» I 40 profughi saranno ospitati in strutture di San Macario e Nozzano San Pietro
LUCCA. Le parole sono garbate, ma il tono è duro. Perché la notizia – arrivata dalla prefettura - della sistemazione di decine di profughi in due strutture ricettive nel territorio comunale di Lucca (in particolare si tratta di due Bed&breakfast a Nozzano San Pietro e San Macario) non è piaciuta al sindaco Alessandro Tambellini: «Ho ricevuto in queste ore - ha spiegato il primo cittadino in una nota - una lettera della prefettura che mi comunica che 40 profughi attualmente ospiti della tensostruttura di via delle Tagliate (gestita dalla Croce Rossa, ndr.) saranno sistemati all’interno di due strutture ricettive private ubicate sul territorio comunale. Non sono d’accordo con le decisioni prese autonomamente dalla prefettura».
Da tempo, infatti, palazzo Orsetti sostiene di aver fatto il massimo possibile in tema di ospitalità per i migranti. A fine luglio a Lucca ne erano ospitati 155: 84 in strutture sul territorio e 71 alla tensostruttura della Croce Rossa. Ora, dunque, altri quaranta dovrebbero divenire “stanziali”. E questo dopo una riunione di dieci giorni fa in prefettura dove Lucca aveva chiesto uno stop agli arrivi sul suo territorio e, soprattutto, aveva invitato anche gli altri Comuni della provincia a farsi carico dell’arrivo dei migranti.
Proprio qui, infatti, sta il punto più delicato in termini di rapporti politici. E le parole usate da Tambellini non lasciano spazio a interpretazioni: «Il Comune di Lucca - scrive il sindaco - in un momento di altissima difficoltà ha fatto il proprio dovere riguardo al problema tragico dell’immigrazione e continuerà a farlo, sia in termini di assistenza sia in termini di sacrosanta solidarietà. Reputiamo tuttavia intollerabile che a fronte dell’atteggiamento di grande responsabilità che abbiamo manifestato, la maggioranza dei comuni della provincia si sia sottratta - cito il caso del Comune di Viareggio e di altri comuni della Versilia e della Piana - agli impegni che debbono essere presi, dal momento che l’emergenza riguarda l’intera nazione». Di fatto, Tambellini fa nomi e cognomi. Come quello di Giorgio Del Ghingaro, primo cittadino di Viareggio. O quelli di Vittorio Fantozzi e Maurizio Marchetti, sindaci di Montecarlo e Altopascio che proprio al Tirreno spiegarono perché non erano disposti ad accogliere migranti. Ma non è una questione (solo) di destra e sinistra. Quando Tambellini parla di «altri comuni della Versilia», il riferimento può essere esteso sia alla Pietrasanta dell’azzurro Massimo Mallegni quanto a Forte dei Marmi e Seravezza, rette dai sindaci Pd Umberto Buratti ed Ettore Neri. Amministratori con idee molto diverse, am con il comun denominatore di avere (almeno per il momento) detto “no” all’arrivo dei migranti.
«Il modello della Regione Toscana - spiega Tambellini - prevede che la densità massima di profughi sia di 1 ogni 600 abitanti: noi stiamo ampiamente rispettando tale previsione. Chiediamo che tutti facciano altrettanto e che la prefettura si adoperi per il rispetto di questo parametro, per fare in modo che la questione non continui ad essere addossata esclusivamente sulle spalle di quei Comuni che hanno affrontato l’emergenza con senso di responsabilità».
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