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Lucca

Ciclista investito, la birreria dove lavorava chiusa per lutto

Gianni Parrini
Ciclista investito, la birreria dove lavorava chiusa per lutto

Achille Bianchini, ucciso da un pirata della strada mentre con la sua bicicletta percorreva la via per Vorno, da qualche settimana faceva il lavapiatti nella birreria Löwengrube. Il ricordo del gestore: «Era una persona umile»

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LUCCA. Nella serata di lunedì 17 si è concluso l'esame del medico legale sulla salma di Achille Bianchini: in seguito allo scontro con l'auto guidata da Andreoni, l’uomo ed è stato sbalzato in un campo che si trova sotto il ciglio della strada. Ha riportato numerose e gravi ferite ed è probabile che sia morto sul colpo. Il referto del medico è in mano al pm Fabio Origlio: l'autopsia non è stata disposta. Ora si attende il nulla osta del magistrato per la riconsegna del corpo ai familiari e l'organizzazione dei funerali, che al momento restano senza data e senza luogo. Si sa che il corpo, attualmente detenuto nella cella frigorifera dell’obitorio del Campo di Marte, dovrebbe essere cremato. Ma c'è da capire se l’operazione si svolgerà qui o a Tresana, dove abita la moglie di Bianchini. L’uomo si era separato da un paio di anni e da allora aveva preso domicilio a Chiatri, nel Comune di Massarosa. Lunedì i familiari si sono presentati all’obitorio per il riconoscimento della salma.

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Alla birreria Löwengrube di via Carlo del Prete, dove Bianchini lavorava da qualche settimana, la notizia dell'incidente è stata appresa con stupore e sconcerto. Ieri il locale è rimasto chiuso per lutto: «Tutto lo staff del Löwengrube – recita una nota della società – è rimasto incredulo e ha manifestato immediatamente il proprio sincero dispiacere inviando le condoglianze ai parenti del signor Achille». Bianchini era stato presentato ai titolari del locale da un idraulico che aveva fatto i lavori nel fondo che ospita la birreria: aveva bisogno di lavorare e gli fu offerto un posto come lavapiatti nei fine settimana. I colleghi di lavoro lo ricordano come una persona umile e silenziosa: «Sapevamo che era stato un impiegato di banca per diversi anni, anche se non ne parlava volentieri – spiega Gianluca Bechini – Ciononostante ha avuto l'umiltà di accettare questo impiego. Era con noi da poco tempo ma si è sempre dimostrato un gran lavoratore. Ci dispiace molto per quanto gli è capitato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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