Il Tirreno

Lucca

Intercettazioni e telecamere per arrestare il piromane

Intercettazioni e telecamere per arrestare il piromane

Conferenza stampa al Comando provinciale della Forestale di Lucca per illustrare i dettagli dell'operazione che ha portato all'arresto in flagranza di reato di un giovane di nemmeno 18 anni accusato di incendio doloso

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CAPANNORI. La trappola è scattata lunedì 17 agosto, ma era stata preparata con cura da settimane. Da quando, cioè, i boschi del Compitese, sulle pendici dei monti Pisani, avevano cominciato a bruciare con una frequenza sospetta. Alla fine la pazienza degli uomini del Corpo forestale è stata premiata. E nel pomeriggio di lunedì 17 è stato arrestato un ragazzino di nemmeno 18 anni, con l’accusa di incendio doloso. L’operazione della forestale, denominata "Aquila", ha permesso di cogliere in flagranza il ragazzino, per il quale è stato disposto l’affidamento in custodia domiciliare presso l’abitazione familiare. Proprio lunedì mattina, infatti, nei boschi del Compitese è scoppiato l’ennesimo incendio. E sempre nello stesso luogo, a Massa Macinaia, frazione già martoriata dai roghi durante tutta l’estate.

I dettagli dell'operazione sono stati resi noti durante una conferenza stampa durante la quale sono intervenuti Maurizio Folliero, comandante provinciale del Corpo forestale, e l'assessore regionale all'agricoltura, Marco Remaschi.

Le indagini. La Forestale ha istituito un gruppo di indagine specifico al quale è stato assegnato anche personale specializzato in questo tipo di reato (appartenente al Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi) proveniente da fuori provincia e che aveva come compito esclusivo la sorveglianza, il monitoraggio e l’analisi di questa particolare situazione. Grazie a questa attività si è progressivamente ristretto il numero dei sospettati fino a ridursi a poche unità sulle quali si è concentrata l’attività di controllo.

Un’ulteriore svolta si è avuta poi quando la Procura ha autorizzato le intercettazioni e il tracciamento telefonico, attività che si è affiancata al controllo del territorio tramite telecamere, già in atto da tempo. Gli uomini della Forestale in questo modo sono riusciti a prevedere i tempi, i luoghi e le modalità nelle quali avrebbe potuto agire. “Con la definitiva conclusione di questa operazione - afferma Maurizio Folliero, Comandante Provinciale del Corpo Forestale – siamo riusciti a dare una risposta alle giuste richieste di legalità dei cittadini e abbiamo contribuito a preservare ettari di bosco che sarebbero potuti andare distrutti in futuro.” Soddisfatto dell'operato della Forestale l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi: "Queste indagini sono state svolte con grande intelligenza ed è giusto che le istituzioni siano vicine a chi lavora".

La svolta. L’ultimo episodio non è stato dei più gravi ed è stato circoscritto grazie anche all’intervento di un elicottero dell’antincendio regionale. Ma è stata l’occasione che gli investigatori attendevano da settimane per poter avere la certezza sul responsabile. Infatti, la Forestale e anche i carabinieri avevano messo nel mirino il ragazzino. A insospettire gli investigatori erano state alcune testimonianze che aveva raccontato come nei pressi dei luoghi degli incendi ci fosse sempre quel ragazzino in scooter.

Così, nel pomeriggio di lunedì, in uno dei momenti specificatamente individuati come “ad alto rischio”, il ragazzo si è mosso verso il bosco, uscendone dopo pochi minuti e dopo avere appiccato l’ennesimo incendio boschivo. Seguito fin dall’inizio, è stato immediatamente fermato e gli è stato contestato il reato di incendio boschivo doloso. Essendo il giovane ancora minorenne è stata avvisata la Procura dei Minori di Firenze che ha disposto l’affidamento in custodia domiciliare presso l’abitazione familiare perché vi rimanga a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Accuse e costi. Il ragazzo è accusato di essere il presunto responsabile in tutto di 9 incendi, divampati nella zona del Compitese tra giugno e i primi giorni di agosto, roghi che hanno distrutto in totale 44 ettari di bosco. Al momento del fermo gli è stato contestato il reato di incendio boschivo doloso. Nelle operazioni di spegnimento è stato necessario l'impegno di 172 volontari AIB che hanno operato per più di 1400 ore, ma anche l'utilizzo degli elicotteri per un totale di 29 ore e 6 ore di Canadair. Il tutto ha avuto un costo per la collettività molto alto, che può essere stimato in oltre un milione di euro.

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