Il dolore
Operazione B&B: a Ferragosto il sindaco diventa cantoniere
Fantozzi conia l’acronimo, che sta per “badile e bitume” indossa abiti da lavoro e si mette a riparare le strade
MONTECARLO. In tempi di spending review, ristrettezze di bilancio e con un solo cantoniere rimasto in paese (gli altri sono tutti in ferie) il sindaco veste anche i panni dell'operaio.
È accaduto ieri mattina a Montecarlo, alla vigilia di Ferragosto, esattamente come un anno fa, quando il primo cittadino Vittorio Fantozzi, armato di spatola e piccozza, a bordo del suo inseparabile Maggiolino nero e affiancato da un camioncino del Comune, è andato a pulire le strade da erbacce e rifiuti, tappare le buche e sistemare cartelli stradali illegibili.
Il sindaco “fai da te” ha cominciato di buona lena, dalle prime luci dell'alba, quando è scattata l'operazione "B&B", che non è il vacanziero Bed and Breakfast, ma dove le due b stanno per “badile” e “bitume”.
Obiettivo, in attesa del grande afflusso del weekend festivo, è quello di sistemare le buche e gli avvallamenti più evidenti sulle strade del territorio.
Gli interventi si sono concentrati sulla viabilità principale, ma proseguiranno anche nelle strade minori e nelle frazioni. «L'intervento ha voluto tamponare il grande ponte di Ferragosto lanciando sul campo le superstiti forze comunali in un giro di controllo riordino e ripristino della viabilità, della segnaletica e del decoro urbano», spiega Fantozzi.
Con il tablet ha ricevuto in diretta, in tempo reale, le segnalazioni dei suoi compaesani dopo avere annunciato la sua iniziativa su Facebook.
«Tappare le buche, pulire le strade, raddrizzare i pali, ascoltare la signora che chiama dalla finestra, sentire al finestrino il cittadino di passaggio "che visto che ti vedo" ha da chiedere una cosa. Prendere nota dei fossi da cavare, dello stop e strisce da rifare, fare due conti trovare i soldi, scrivere al Consorzio, scambiarsi informazioni con i ragazzi di Ascit»: sono state le incombenze che il sindaco si è accollato ieri.
Un'iniziativa “normale” per il sindaco-cantoniere già protagonista di interventi in prima persona, come l'anno scorso quando salì sul tetto del cimitero del paese per riparare la copertura dalle infiltrazioni.
«Per noi, che ci conosciamo, non è il gesto una tantum, è un rito che si compie e si ripete in nome di un senso di appartenenza alla terra che trascende i ruoli per farsi dovere. È la lotta contro il nulla che avanza, il decoro delle cose contro nemmeno l'anarchia, ma contro l'inciviltà, la maleducazione, il senso del niente che incombe fuori della porte delle nostre case - scrive il sindaco su Facebook -. A questo stato di cose opporre se stessi come argine. Questo è la politica prima di ogni altra cosa: servizio, dalla voce del verbo servire, dal latino servus, l'essere sottomessi volontariamente, cioè alla volontà altrui, della comunità».
E allora via la giacca e la fascia tricolore al petto, simboli di un'istituzione spessa formale e ingessata, per scendere in strada e toccare con mano e risolvere i problemi di tutti i giorni, come quello di una buca pericolosa o dell'abbandono dei rifiuti che inquinano e deturpano l'immagine del territorio.
Nicola Nucci
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