Proteste
La nuova Capannori parte da piazza Moro
Il sindaco Menesini illustra il progetto che cambierà volto al Comune. Il piano prevede anche alberghi in via Piaggia
CAPANNORI. Recuperare e valorizzare piazza Aldo Moro per farne “il cuore” di Capannori, il luogo di ritrovo dei capannoresi con panchine più moderne, alberi e piante, wi-fi (già presente in alcune zone) e una progressiva limitazione del traffico veicolare che di fatto attraversa parte della grande piazza.
Anche la centralissima via Piaggia, la strada del commercio, cambierà il suo aspetto, con un ammodernamento di lampioni e un viale alberato per rendere più attrattiva la strada anche dal punto di vista commerciale. E poi i restauro dell'anfiteatro al parco pubblico, il rifacimento dell'asfalto in via Romana e la ristrutturazione dell'ex consorzio agrario.
«Capannori cambierà volto», promette il sindaco Luca Menesini. Una sfida che partirà da piazza Aldo Moro, da anni al centro di un dibattito sulla necessità di una riqualificazione. Una piazza atipica, non dalla classica forma circolare, che oggi è un immenso spazio ridotto a parcheggio, area mercatale (da anni il venerdì ospita il tradizionale mercato ambulante), luogo per concerti (il 1° maggio) e polo di servizi che comprende da una parte il palazzo del Comune, dall'atra la sede dei vigili urbani, il centro sociosanitario, la farmacia, l'ufficio politiche sociali e il capolinea dei bus per Lucca.
«Vogliamo che diventi una piazza aggregante, la piazza del municipio, che in tutte le cittadine è tradizionalmente il ritrovo dei cittadini - dice il sindaco -, mantenendo le attività commerciali e i servizi, ma con una nuova organizzazione degli spazi. Le proposte e le idee dei cittadini e degli architetti dovranno fare convivere tutte queste esigenze. Piazza Aldo Moro è il punto di partenza di un grande progetto di riqualificazione del capoluogo».
IL CONCORSO. Il primo passo, a luglio, è stato una fase di ascolto che ha visto cittadini e associazioni partecipare agli incontri guidati dall'architetto Damiano Iacopetti. «L'impatto è stato positivo, ci sono state idee, proposte, critiche dai cittadini, di tutte le fasce di età», dice Menesini. Il secondo passo a metà settembre con un importante convegno con gli architetti del gruppo di lavoro 124 del senatore a vita e architetto Renzo Piano, propedeutico all'emanazione di un bando per un concorso internazionale di idee e alla definizione di un masterplan. «Entro dicembre metteremo a punto i progetti e partiranno le richieste di finanziamento in ambito europeo e alle fondazioni, ma attingeremo anche alle risorse dell'ente. Vogliamo fare partire alcuni progetti nel 2016. L'idea è fare di Capannori una cittadina più vivibile, alzare la qualità della vita, con più servizi e luoghi per la comunità», aggiunge. Di questa visione di una nuova Capannori fanno parte anche strutture alberghiere. «All'inizio di via Piaggia, arrivando da via Chelini, c'è un'area con una destinazione alberghiera e turistico-ricettivo, un'altra sulla via Pesciatina – spiega Menesini – tutte confermate dal nuovo regolamento urbanistico che sarà approvato a settembre».
L'idea è ricucire la parte vecchia (piazza Aldo Moro e via vecchia Romana) e nuova del paese (via Piaggia fino a Tassignano) «anche grazie alla cultura e agli spazi già esistenti: il cinema ad Arté, il museo ad Athena, la biblioteca ad Artemisia che amplieremo tra il 2016 e 2017 una volta acquisito l'immobile della stazione di Tassignano. L'anfiteatro del parco sarà restaurato e sarà anche più sicuro. Un po' alla volta, pezzo dopo pezzo, vogliamo restituire a Capannori il suo ruolo di capoluogo. Un paese che fino agli Settanta era solo il comune rurale più grande d'Italia e che negli ultimi quindici anni ha subito una grande trasformazione urbanistica e culturale. Ora c'è bisogno di un ulteriore salto di qualità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
