Gioco
Col Flauto Magico giù il sipario sul festival Aedo
La rassegna, iniziata a fine luglio, si avvia alle battute finali con gli ultimi quattro dei dieci appuntamenti, tutti alle 21 e a ingresso gratuito
LUCCA. «Una città perfetta per studiare musica. E anche per vivere». Sophie Louise Roland non usa giri di parole per descrivere il suo amore per Lucca. Mezzosoprano franco-canadese, 38 anni, è capo dipartimento alla Western Music University dell'Ontario e dal 2012, ogni estate, porta in città oltre cento tra studenti, strumentisti e insegnanti del suo ateneo per il festival operistico Aedo, da lei ideato e diretto.
La rassegna, iniziata a fine luglio, si avvia alle battute finali con gli ultimi quattro dei dieci appuntamenti, tutti alle 21 e a ingresso gratuito: il 15, il 16 e il 18 la rappresentazione del Flauto magico di Mozart (il 15 e il 16 nel complesso di via San Micheletto, il 18 al Real Collegio, dove in caso di pioggia saranno spostati i primi due spettacoli), mentre il 19 l'auditorium di piazza San Martino ospiterà il gala lirico finale.
Organizzato dall'università canadese con il Centro studi Opera Omnia Luigi Boccherini, il festival è cresciuto di anno in anno, grazie al sostegno di enti privati e pubblici, in particolare il Comune, e sta diventando una delle più importanti rassegne operistiche estive per numero e originalità di rappresentazioni. Tra le opere proposte a luglio, ad esempio, Cenerentola di Rossini e Rinaldo di Haendel, titoli raramente presenti sui palchi italiani.
Nella scelta di Sophie Roland per Lucca l'amore - non solo per la città - ha giocato un ruolo fondamentale. Suo compagno di vita e di lavoro è il lucchese Simone Luti, studi di piano e composizione all'istituto Boccherini e perfezionamento in direzione musicale a Milano, che insegna alla Western University e di Aedo è il direttore artistico. Il loro connubio professionale e sentimentale ha dato vita a un festival che sta facendo conoscere Lucca nel mondo, grazie al passaparola dei protagonisti, provenienti da ogni continente.
«Molti di loro - dice Sophie - tornano in vacanza con le loro famiglie, perché restano affascinati dalla città, dalla cultura e dall'arte che si respirano ogni giorno oltreché dalla gastronomia eccellente: un posto perfetto. E tornano perché sentono il bisogno di rivivere questa atmosfera, difficile da trovare in città come Firenze, Roma o Milano». I mesi lucchesi della compagnia di Aedo sono intensi. «Siamo come una grande famiglia di musicisti - prosegue - che a luglio e agosto si trasferisce in città vivendola appieno. Studiamo e lavoriamo, alloggiando presso famiglie o in altre sistemazioni. Come un grande campus, tanto più che abbiniamo alla preparazione degli spettacoli lo studio dell’italiano grazie alla scuola Koinè». Per Sophie l'opportunità di vedere i luoghi che hanno ispirato molte opere liriche - chiostri, chiese, conventi, vicoli, piazze - è qualcosa di unico e fa la differenza.
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