Sicurezza
Se porti due bambini l’asilo nido è low cost rivoluzione a Barga
Costi molto inferiori rispetto agli altri Comuni della zona Tariffe addirittura dimezzate se si iscrivono tre figli
BARGA. Mentre nella maggior parte delle amministrazioni le rette degli asili aumentano, per la prima volta nella storia, il Comune di Barga, sceglie le agevolazioni. E lo fa con un’apposita delibera di giunta che prevede costi inferiori per i genitori che porteranno due o più figli al nido d'infanzia “Dottor G. Gonnella” di San Pietro in Campo, aperto il 9 gennaio del 2006 in punta di piedi, e cresciuto al punto da ospitare 35 bambini da tutto il circondario.
Non bastasse la retta più bassa di tutta la provincia, con soli 280 euro al mese per il servizio full time dalle 7.30 alle 18, adesso sono arrivate le tariffe agevolate anche per i nuclei più numerosi. Se per il primo figlio infatti, si paga la tariffa piena, per il secondo la retta viene scalata di un terzo (ossia 190 euro al mese), mentre dal terzo in su è dimezzata.
Uno strumento che di fatto, trattandosi di bambini di età compresa tra uno e tre anni, si rivela parecchio azzeccata soprattutto per quelle famiglie che hanno magari coppie di gemelli o figli nati a poca distanza l'uno dall'altro. Questa misura entrerà in vigore da subito, e rappresenta un ulteriore incentivo per le iscrizioni nella struttura che si trova in località La Croce: «Abbiamo confermato nel bilancio di previsione le stesse tariffe degli altri anni, che dal 2009 non vengono modificate – afferma il vicesindaco Caterina Campani, che tra l'altro ha la delega al bilancio -. Questa misura nuova voluta in primis dal sindaco Bonini, è legata a una frequenza continuativa dei bambini, e conferma l'attenzione dell'amministrazione per il settore sociale e le politiche per la famiglia». E poi un altro incentivo: «Anche stavolta - continua la giovane assessora Caterina Campani - siamo riusciti a non aumentare la quota per il servizio scuolabus, completando tutto l'impianto delle tariffe scolastiche». Altrove invece, per far quadrare i conti, si lavora col bilancino. A Gallicano, ad esempio, sono state ritoccate le rette distinguendo tra residenti e non (rispettivamente 20 e 30 euro a famiglia), ed è stato eliminato lo sconto per chi porta più iscritti. A onor del vero, al "Cipì" sono ospitati bambini dai 3 mesi ai tre anni, con costi molto più alti sia di personale che di gestione del servizio individuale. Altrove, purtroppo, alcune strutture hanno chiuso i battenti negli anni scorsi (i micronidi di Montaltissimo e Gorfigliano, tanto per citarne due) e altre strutture pubbliche comunali hanno già annunciato l'apertura solo mattutina. Certamente, non ha aiutato in tal senso la crisi economica, che escludendo dal mondo del lavoro molte persone, specialmente mamme, in alcuni casi ha ridotto la necessità di rivolgersi a queste strutture. Senza contare gli insostituibili nonni.
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