Il Tirreno

Lucca

Finisce in trappola una banda di bulli

di Luca Tronchetti
Finisce in trappola una banda di bulli

Cinque nei guai per aver rapinato lo scorso ottobre un ragazzo di sedici anni nella zona del sottopasso a San Concordio

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LUCCA. Accerchiato, deriso, derubato. Una rapina perpetrata ai danni di un minorenne indifeso attraverso più che una violenza fisica una costrizione psicologica che lo ha indotto ad aprire il portafogli all’interno del quale gli sono stati sottratte alcune decine di euro. Protagonisti una banda di bulli di età compresa tra i 17 e i 21 anni. Adolescenti di origini nordafricane che vivono sia nella Piana che nella Media Valle. Ragazzi con problemi di difficoltà d’inserimento e che vivono in famiglie disgregate o con gravi problemi di natura economico-sociale. A scoprirli, dopo un’indagine durata oltre sei mesi e con l’ausilio determinante delle telecamere piazzate dall’amministrazione comunale, i carabinieri della stazione di San Concordio. Adesso le valutazioni sul rinvio a giudizio e sulla configurazione del reato spetteranno alla procura della Repubblica che alla ripresa dell’attività chiederà al gip il rinvio a giudizio. Al momento gli indagati sono cinque, ma manca ancora un «teppista» all’appello. Inoltre per due degli indagati - entrambi diciassettenni, uno residente a Gragnano e l’altro a Bagni di Lucca - gli atti sono stati trasmessi alla procura del tribunale dei minorenni a Firenze.

I fatti. Ottobre 2014. Sono le 17,30 quando uno studente di 16 anni residente a San Vito esce dalle Mura ed entra nel sottopasso di San Concordio. Piove e suo padre gli ha detto di aspettarlo lì sino al suo arrivo. Ma appena entra nella zona riparata ecco che si avvicina un coetaneo. «Dammi un euro» gli ordina il ragazzino. Lui fa qualche passo come per allontanarsi, ma altri cinque adolescenti lo circondano. Oltre ai due minorenni che vivono a Gragnano e a Bagni di Lucca ci sono maggiorenni, tra cui un ventunenne, che abitano a Fornaci, Barga ed Altopascio. Con fare minaccioso, ma senza alzare le mani, gli chiedono delle monete. Il sedicenne, terrorizzato, si convince che è meglio prendere il portafogli che tiene in tasca. Se lo porta vicino al petto e lo apre lentamente mostrando che nel portamonete non ci sono soldi. Non fa in tempo a rivolgersi agli interlocutori che uno di loro - stando all’accusa il minorenne della Piana - con gesto fulmineo agguanta un lembo di una banconota probabilmente da 20 euro e se la fila. Lo studente lucchese resta inebetito mentre gli altri si allontanano prendendolo in giro. Qualcuno torna indietro e, nascondendosi dietro al branco, rincara la dose di sberleffi.

La denuncia. Qualche ora dopo alla caserma di San Concordio si presenta il ragazzo rapinato in compagnia del padre. Traccia un identikit dei suoi aggressori che, pur non torcendogli un capello, lo hanno costretto ad aprire il portafogli e di fatto a commettere la rapina perpetrata attraverso la violenza psicologica. Iniziano così gli accertamenti e le indagini si concentrano su un gruppetto di baby bulli di origine nordafricana che stazionano proprio nella zona che va dalla gelateria Veneta all’interno di porta S. Maria sino al sottopasso di San Concordio. Qualcuno viene sentito in caserma e fornisce versioni di comodo o fantasiose. Soltanto uno, che in un primo tempo era stato attenzionato, dice la verità e non sarà denunciato. Alla fine grazie anche ai filmati delle telecamere i carabinieri riscontrano l’effettivo svolgimento dei fatti e denunciano gli autori. Tutti tranne uno che le immagini non riescono ad individuare.

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